Davide Astori: il ‘tedesco’ della Val Brembana, calciatore per hobby.

Dalle valli bergamasche al mare di Sardegna. Gli inizi e l’esplosione della carriera di Davide Astori che si definiva “calciatore per hobby“. Un ragazzo vecchio stampo. Una bella storia di calcio e di vita. Interrotta bruscamente la notte fra sabato e domenica in una camera d’albergo.

Gli esordi: Ponte San Pietro, Milan, Pizzighettone e Cremonese

Davide Astori era nato a San Giovanni Bianco, in Val Brembana provincia di Bergamo, il 7 gennaio 1987. Gli inizi sono uguali a quelli di molti altri bambini innamorati del pallone. La prima squadra è il Ponte San Pietro a venti chilometri da San Pellegrino Terme, Bergamo. Davide è bravo e si fa notare, tanto da guadagnarsi l’ingresso nel vivaio del Milan nel 2001. Finita la trafila giovanile con la Primavera rossonera iniziano i prestiti. L’esordio nel calcio professionistico è con il Pizzighettone in C1 nella stagione 2006/07, 27 presenze e il primo gol da professionista. Nella stagione successiva indossa la maglia della Cremonese. Il giovane e promettente difensore centrale, mancino, è pronto per il salto di qualità.

Cagliari: la gelateria, la Nazionale, l’amore con Francesca

Sei stagioni con la maglia del Cagliari dal 2008 al 2014. La prima esperienza importante. Ci arriva da ragazzo e riparte da uomo. Nelle prime due stagioni lo allena Massimiliano Allegri che lo chiamava il ‘tedesco’ per la grande abnegazione mostrata in allenamento. In totale colleziona 174 presenze e 3 gol con la maglia rossoblu. Un legame forte con la città di Cagliari e con la Sardegna “che ti entra dentro” come dichiarò nel 2011. La voglia matta di mettere radici, tanto da investire in alcune attività. Come la gelateria, in zona Marina, davanti al mare. Agli anni di Cagliari risalgono gli ‘eventi’ più importanti nella vita privata e in quella professionale. Nel 2010 conquista la maglia azzurra con Cesare Prandelli. L’esordio in Nazionale è però datato 29 marzo 2011. In totale 14 presenze e un gol per Astori con l’Italia calcistica. Nel 2013 conosce Francesca Fioretti, ex modella, un passato in tv fra Grande Fratello e Pechino Express. Si incontrano ad una festa di compleanno, lei è appena tornata dal Sud Est asiatico. Lui l’aggancia con la scusa di saperne di più. La passione per i viaggi li accomuna. Iniziano a frequentarsi e la storia d’amore decolla. Ma la vita del calciatore è nomade e per Davide è arrivato il momento di un altro cambio di casacca.

La Roma, un anno di passaggio

Nel luglio del 2014 la Roma decide di puntare su di lui. Passa in giallorosso per 2 milioni e mezzo di Euro in prestito con diritto di riscatto. L’opzione però non verrà esercitata nonostante le 30 presenze in campo e l’esordio in Champions League all’Olimpico contro il Cska Mosca. A fine prestito però non c’è il ritorno sull’amata isola, ma un’altra avventura professionale. La Fiorentina lo acquista a titolo definitivo e il 4 agosto del 2015 Davide e Francesca, che è in stato interessante, si trasferiscono all’ombra della Cupola del Brunelleschi.

La Fiorentina da capitano e la nascita di Vittoria

In poco più di due stagioni e mezzo con la maglia viola colleziona 109 presenze in tutte le competizioni e mette a segno 3 reti. Nell’estate 2017, quella della rifondazione, nel ritiro estivo di Moena viene ufficializzato come nuovo capitano. Con Francesca ha deciso di vivere vicino al Ponte Vecchio, nel cuore della città. La loro vita è felicemente stravolta dall’arrivo della primogenita Vittoria, il 17 febbraio 2016. Poca mondanità e nessun divismo. Lei preferisce il ruolo di mamma alla carriera, lui è ‘paparazzato’ a spasso per Firenze con il passeggino come un babbo qualunque. Alla Fiorentina diventa leader sul campo e fuori. Sempre con pacatezza e con il sorriso. Con quella fascia di capitano al braccio vuole finire la carriera. Oggi sarebbe dovuto arrivare l’annuncio del rinnovo di contratto. Tre anni ancora con la maglia viola. Per veder sbocciare quel progetto nel quale ha avuto il coraggio di credere.

La fine a Udine

Il resto è cronaca nera, purtroppo. Domenica 4 marzo Davide Astori viene trovato morto in una stanza di albergo. Era in ritiro con la Fiorentina che avrebbe dovuto affrontare nel pomeriggio l’Udinese. Alle 9.30 non era ancora sceso per la colazione. La sera prima aveva giocato alla PlayStation fino alle 23 in camera di Sportiello. Arresto cardiocircolatorio. L’autopsia fra oggi e domani chiarirà la causa. Per provare a dare un perché ai suoi familiari. Una morte senza senso per un figlio, un fratello, un compagno e un padre di appena 31 anni. Una ragazzo gentile e disponibile. Un capitano per i tifosi viola.