Da Superga ad Astori: quando il calcio incontra il fato. La fine sfiorò il Verona.

In passato è toccato al Torino, con la sciagura di Superga nel 1949 e la morte di Gigi Meroni nel 1967. Nel 1978 il Verona si salvò in un drammatico incidente ferroviario. Il cuore di Morosini del Livorno si è fermato in campo. Quello di Astori della Fiorentina nel sonno.

Quando la tragedia incontra lo sport, occorre fermarsi, riflettere e ripartire. Come nella vita, del quale il calcio è specchio amplificato dal grande rumore che producono gli eventi che lo circondano.

Il Grande Torino finì la sua gloriosa epoca terrena il 4 maggio 1949, con lo schianto di Superga. “Solo il fato li vinse“. Quel fato avverso consegnò la squadra del Toro alla leggenda del calcio. I componenti di quel ciclo granata divennero invincibili, per sempre.

torino superga striscione

Il 15 ottobre del 1967 moriva, investito da un’auto a Torino, il calciatore Gigi Meroni. La ‘farfalla granata’, straordinario in campo e fuori. Primo calciatore beat, ala destra del Torino e della Nazionale, era dotato di talento ed estro da campionissimo. Il filo della sua vita e della sua carriera si spezza ad appena 24 anni.

gigi meroni torino

Anche il Verona Calcio è stato sfiorato da una tragedia collettiva. Succede durante un trasferimento in treno per la trasferta contro la Roma all’Olimpico. Le condizioni meteo avverse sconsigliano l’uso dell’aereo. 15 aprile 1978, ecco la ricostruzione fatta dal giornalista Stefano Greco (LEGGI ARTICOLO COMPLETO).

Il Verona rischia di entrare nei libri di storia, come il Grande Torino o il mitico Manchester United. Non per un’impresa calcistica, ma per una tragedia ferroviaria. L’intera squadra, infatti, viaggia sulla “Freccia della Laguna”. A Murazze di Vadeo, a causa dello smottamento di una collina, il locomotore dell’Espresso 572 bis, Bari-Trieste, proveniente da sud, deraglia finendo di traverso sui binari della direttrice Nord-Sud. In pochi attimi si consuma la tragedia: uscito da una galleria, bucando la pioggia a centodieci chilometri orari, il rapido “La Freccia della Laguna”, con quattrocento persone a bordo, incontra sulla sua traiettoria l’altro treno riverso sui binari. L’impatto è devastante. I resti disintegrati delle motrici e le prime carrozze del rapido volano nel vuoto sbriciolandosi, dopo un volo di 20 metri. Le carrozze retrostanti scivolano lungo la scarpata. L’Espresso Bari-Trieste invece rimane sui binari, immobile, col suo carico di passeggeri, sotto shock, ma incredibilmente illesi. Solo la locomotiva viene dilaniata dall’urto. I quattro macchinisti muoiono sul colpo. Dei loro corpi, orrendamente straziati, tra lamiere contorte e terriccio, vengono ritrovati solo brandelli di carne e ossa, mescolati a pezzetti di tuta blu. Il bilancio è tragico: 48 morti e 76 feriti. Ai piedi della scarpata, parallela alla ferrovia, corre l’Autostrada del Sole. Gli automobilisti vedono le carrozze volare dall’alto verso di loro e danno immediatamente l’allarme“. La squadra del Verona si salva per pura casualità: alle 13 suona la campana che chiama il pranzo nel vagone ristorante. I giocatori, si trasferiscono a metà treno, nella carrozza 6. Salvandosi. La gara Roma-Verona venne posticipata al mercoledì pomeriggio. I giallorossi vinsero per 2-1, dopo un match comunque vivace e combattuto. Zigoni al termine della partita si disse ‘svuotato’ dopo tre notti insonni per lo shock ancora vivo per quanto successo.

Il 14 aprile 2012, al 31′ di Pescara-Livorno nel campionato di Serie B, Piermario Morosini si accascia a terra in seguito a un’improvvisa crisi cardiaca. Portato in ospedale, il giocatore muore alle ore 16.45. La gara non viene portata a termine e successivamente la FIGC dispone il rinvio dell’intera giornata di tutti i campionati italiani.

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Davide Astori, capitano della Fiorentina, il 4 marzo 2018 non scende con gli altri compagni a fare colazione durante la trasferta dei viola a Udine. La sua vita si è interrotta a 31 anni. Oggi allo Stadio Franchi l’abbraccio collettivo alla squadra, nel ricordo del giocatore scomparso. Un moto d’amore per trovare il coraggio di rialzarsi e lo spirito di lottare.

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Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora“. (Joan Baez).

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