Fondo York: Sampdoria, Fiorentina, Parma ma le cifre non quadrano.

Fondo York pronto all’acquisto della Sampdoria. Sui giornali di oggi si parla di un piano B relativamente a Fiorentina e Parma, ma le cifre quantomeno per la Viola non tornano.

Ancora investitori statunitensi in Serie A? Dopo il Fondo Elliot per il Milan, Pallotta per la Roma potrebbe essere il turno del Fondo York. La società nel mirino è la Sampdoria del presidente Ferrero. In questi giorni a Londra sono in corso negoziazioni serrate per raggiungere un accordo. La prima proposta infatti di 100 milioni di euro è stata rigettata da Ferrero che non vuole scendere dal prezzo fissato: 150 milioni di euro.

Sui vari giornali online si parla di un possibile piano B, ovvero il focus del Fondo York puntato su Fiorentina o Parma. Per quanto riguarda la società emiliana – di proprietà al 60% di una cordata di imprenditori locali, unitamente ad un 30% di capitale cinese e ad un 10% di azionariato popolare – dopo anni di vicissitudini pare economicamente assestata. Le cifre comunque potrebbero essere compatibili con una proposta del fondo di investimento americano, mentre per quanto riguarda la Viola i numeri stridono parecchio.

I Della Valle non hanno fissato il prezzo della loro società calcistica ma solo la rosa è stata recentemente quotata quasi 300 milioni di euro, mentre per esempio quella blucerchiata si assesta sui 180 milioni di euro. Nessun asset societario di ACF Fiorentina è concretamente monetizzabile allo stato attuale, se facciamo eccezione per il Centro Sportivo “Davide Astori”. Ma gli investitori potrebbero essere attratti da possibili speculazioni sui bei progetti, ormai annosi, relativi al nuovo stadio e al centro sportivo dedicato alla cantera e al settore femminile.

I proprietari della Fiorentina difficilmente svenderanno per le cifre che girano al momento nell’affare Sampdoria, anche qualora fossero ceduti nel prossimo calciomercato i big, come Chiesa, Veretout, Milenkovic, con conseguente impoverimento del valore della rosa. Del resto il regime di autofinanziamento, con corpose plusvalenze, permette di sostenersi senza eccessivi rischi di impresa e senza bisogno di affrettare i tempi di vendita.

Errebì72