Morte Astori: la perizia smentisce la prima ipotesi. Ora indagine o archiviazione.

La perizia sulla morte del capitano della Fiorentina, Davide Astori, ribalta la prima ipotesi. Il cuore del capitano della Fiorentina non avrebbe rallentato ma accelerato. Solo nella stanza, non ha avuto possibilità di salvarsi.

Il Corriere della Sera anticipa gli esiti della perizia medico legale su Astori. Nessuna bradiaritmia, il rallentamento del battito cardiaco, che avrebbe causato la morte nel sonno del difensore trentunenne. Anzi l’opposto. Un’improvvisa accelerazione del cuore, un primo violento episodio di una malattia mai evidenziata. Una tachiaritmia letale. Astori era solo in camera nella notte fra il 3 e il 4 marzo all’hotel “Là di Moret” a Udine. La presenza di un compagno e un pronto allarme avrebbero potuto forse cambiare l’esito.

La perizia dell’autopsia è sul tavolo del pm Barbara Loffredo che indaga sul decesso del calciatore. Il procuratore di Udine, De Nicolo, ha dichiarato: “È aperto un fascicolo a carico di ignoti. La collega sta studiando il documento. Non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l’indagine o chiedere l’archiviazione“.

Condividi