VAR e pali, finale del 2018 amaro per la Fiorentina.

Analisi post partita dopo Genoa Fiorentina. La Viola chiude l’anno e il girone di andata a 26 punti, decimo posto in classifica. Ieri a Marassi i pali di Mirallas e Chiesa e la VAR hanno detto no a tre punti meritati.

Fortuna audaces iuvat la fortuna aiuta gli audaci. Chiamare in ballo la sfortuna dopo aver mestamente perso in casa contro il Parma non sarebbe obiettivo. La Fiorentina a Marassi comunque è stata più audace del solito e la frase canonica di Pioli: “Non posso rimproverare niente ai ragazzi perché abbiamo tirato enne volte in porta” ha assunto ieri un senso di profonda verità. Il palo di Mirallas, quello clamoroso di Chiesa, l’episodio del mani in area di Veloso (VEDI VIDEO) consegnano la vittoria morale ai viola. Tornare dal Ferraris con un punto, specie in un turno come quello di ieri, equivale però ad una sconfitta.

Corsa all’Europa League e numeri della Fiorentina

L’Atalanta (28 pt) dell’ex viola Ilicic, tripletta ieri contro il Sassuolo, la Sampdoria (29 pt) dell’ex viola Saponara (che gol annullato dalla VAR allo Stadium!) e ancora la Roma (30 pt), il Torino (27 pt), il Milan (31 pt), per motivi diversi, sembrano giocarsi qualche chance in più rispetto alla compagine di Pioli. Di questo gruppetto in corsa per l’Europa League la Fiorentina è quella che ha pareggiato più partite, ben 8 come Chievo e Cagliari, ma soprattutto quella che ha realizzato meno gol. Solo 25 le reti segnate dai viola, peggior attacco fra le prime dieci squadre del campionato di Serie. Solo il Torino con 24 reti all’attivo ha fatto peggio, ma ha pareggiato una partita in meno. Urge un attaccante nel calciomercato di gennaio, qualcuno che dia imprevidibilità e sostanza all’attacco gigliato dove Simeone è fermo a 4 reti, Chiesa a 3, Mirallas 2, Pjaca 1. Per un totale di 10 reti, due in meno di quante messe a segno dal solo Quagliarella, 35 primavere suonate, che in questa stagione ha già siglato 12 gol.

VAR e uniformità di giudizio

Resta il fatto che se l’arbitro Massa avesse assegnato quel rigore al 68′ la partita sarebbe cambiata. I falli di mano restano la variabile più soggettiva anche dopo l’ingresso della VAR. Nel match delle 12.30 Juventus Sampdoria l’arbitro Valeri assegna un rigore per mani in area del giocatore doriano Ferrari. Dopo il check VAR non cambia idea anche se il tocco di mano ricorda, come entità ininfluente, il rigore assegnato all’Inter contro la Fiorentina per il polpastrello di Hugo. Viceversa in Genoa Fiorentina il braccio staccato dal corpo, ad aumentarne il volume, non viene sanzionato come fallo da penalty. Tutti scontenti? Non proprio tutti… Allegri e il capocannoniere Ronaldo (4 gol da rigore) si dichiarano soddisfatti dell’uso della VAR. Nel frattempo la Serie A è appiattita e senza garanzie di uniformità non permette di sperare in risultati imprevisti, come il giusto pareggio meritato sul campo ieri dai doriani allo Stadium.