La strategia di calciomercato di Corvino è stata chiara: via i senatori con stipendi troppo onerosi. Rifondazione stile anno zero. Età media abbassata e due soli giocatori di lungo corso salvati: Astori e Badelj. Il croato è un perno del progetto tattico di Pioli. Solo pro tempore?

Milan Badelj, centrocampista croato classe ’89, è alla quarta stagione in Serie A con la Fiorentina. Questa estate è stato il più vicino al cambio di maglia, poi improvvisamente sono partiti Borja Valero (classe 1985) e Matias Vecino (classe 1991). Entrambi felicemente accasati a Milano, sponda nerazzurra. Il centrocampo viola ha così cambiato pelle con l’arrivo di Jordan Veretout, uno dei più positivi di inizio stagione, avendo però nel croato il faro della continuità. Uno dei pochi con lo stipendio sui livelli da prima del rigore dell’autofinanziamento: 1,2 milioni di Euro a stagione.

Per un allenatore come Pioli, che fin dall’inizio ha dichiarato di volere solo giocatori convinti del progetto e che vedono nella maglia viola un punto di arrivo, non sarà facile gestire la situazione che si sta venendo a creare. Badelj è in scadenza di contratto a giugno 2018, se entro dicembre non rinnoverà a gennaio potrebbe essere sul mercato. Qualora non fosse trovata una sistemazione gradita e un equo compenso, già a febbraio sarebbe libero di accordarsi con un altro club.

La Fiorentina così si troverebbe a fare i conti con un progetto tecnico fallato: la perdita di una pedina chiave nelle strategie tecniche. Una mossa azzardata nello scacchiere di Corvino, che non ha comunque fornito a Pioli alternative di livello. Oggi l’allenatore viola dopo la partita contro la Roma (VIDEO) ha sottolineato il momento no del giocatore, uscito per un problema ai flessori della coscia destra. “BadeljSono preoccupato per lui. Tra l’altro si è fatto male poco prima che lo sostituissi perché era in una giornata no“.

 

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