Paolo Borgomanero imprenditore bolognese che per 17 anni ha fatto parte del CdA della Fiorentina dei Della Valle ha ieri rilasciato una lunga intervista a La Repubblica. Bologna Fiorentina un derby personale? “La Fiorentina è stata la mia amante, ora, dopo 17 anni, sono tornato da mia moglie, che è il Bologna”.

Il giorno dell’Epifania per Bologna Fiorentina, Paolo Borgomanero, amico personale di Diego Della Valle e consigliere di ACF per 17 anni, non sarà presente al Dall’Ara. “Il sei non sarò allo stadio, sono da mia figlia a Miami, ma il Bologna lo guarderò in tv, come sempre. Stavolta i rossoblù stanno meglio della Fiorentina“.

L’amicizia personale con Diego Della Valle ha origini antiche, fin dal 1972, poi dopo l’acquisto della Fiorentina fu proprio lui a chiamarlo: “Ho preso la Fiorentina, vienimi a dare una mano“. Nelle parole dell’ex consigliere la magnificazione di quegli anni: “Quattro volte abbiamo conquistato la Champions, due volte ce la tolse Calciopoli, ma due volte c’andammo. Ricordo all’indomani del successo a Liverpool la festa dei tifosi viola a Diego per le strade della città, noi a comperare le magliette dell’Everton. Ricordo il ricevimento che ci fecero ad Anfield i dirigenti del Liverpool, un gesto di gran classe“.

Della Valle un benefattore e i suoi dirigenti scevri da qualsiasi pecca, questo il quadro dipinto da Borgomanero: “Della Valle ha investito circa 300 milioni, ne ha incassati più o meno 180. Corvino? Una manna, sia all’inizio, quando ci fu da costruire una squadra di vertice, sia alla fine, quando c’era da rientrare e lui vendette benissimo. Ci ha risanato i conti, avrebbe potuto restare perché c’erano già 130 milioni di giocatori da vendere senza far troppa fatica. Diciamolo, anche oggi la Fiorentina va avanti con le sue intuizioni, penso a Vlahovic, tanto per dirne uno, a Castrovilli, a Milenkovic“.

Borgomanero: le parole su Firenze e Commisso

E poi una considerazione sulla città e sul suo modo di vivere il calcio. Parole di dubbio gusto che sicuramente aprono la strada ad uno strascico polemico. “I fiorentini sono poco tolleranti, sicuramente molto meno dei bolognesi. Amano la squadra in modo viscerale, a Bologna c’è più distacco. Ma Firenze ormai da anni è una città a gambe aperte, tutta in mano ai turisti, gli stranieri sono dappertutto, i cartelli anche in inglese, la Fiorentina è rimasto l’unico collante della città, per questo la tifano tutti, anche le donne. Pure Bologna si è andata internazionalizzando, ma è una cosa assai più recente“.

Alla luce di quanto sopra anche il giudizio sul nuovo presidente Commisso, non può essere positivo: “Commisso? La luna di miele resiste, ma a Firenze non durerà a lungo. Ha detto due cose sbagliate, secondo me: che i soldi non sono un problema e che vuol vincere subito“.

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