Sul restyling del Franchi si è messa la parola fine. Il Ministero per i Beni Culturali ha definito le linee per il possibile intervento. Rocco Commisso con un comunicato ufficiale ACF ha ringraziato e preso atto.

A Firenze si sa, per paura di lesa maestà ad un passato enormemente più gigante del piccolo presente, non si tocca una pietra. Parzialmente vero, visto che chi vive in città conosce benissimo le trasformazioni – anche pesanti – che la stanno cambiando (vedi i decennali lavori per la tramvia). Ma quello che interessa qui è capire che fine farà lo stadio Artemio Franchi.

Nessuno ha la Verità in tasca, ma solo brandelli di Verità. Chi scrive, ricorda benissimo una delle prime conferenze di Rocco Commisso nella Sala Stampa “Righini” del Franchi. Il presidente, fresco di insediamento e carico a mille, annunciava le idee per il nuovo stadio di Firenze e poi, al momento della prima domanda, ecco la voce roca e profonda di Alessandro Rialti che, a smorzare ogni facile entusiasmo, affermò: “Premesso che non credo che il nuovo stadio si farà mai…“. Ecco e allora proviamo a ripartire da qui.

Mentre chi volesse farsi del male con un ripasso sulla questione può approfondire “Stadio Fiorentina 2009-2020“.

La risposta di Commisso alla nota del MiBACT sul Franchi

Riassunto delle ultime notizie: il Ministero per i Beni Culturali ha espresso il suo parere in risposta ai solleciti del Comune di Firenze e di ACF Fiorentina. In pratica, si dice, lo stadio Artemio Franchi, opera dell’architetto Pier Luigi Nervi, non potrà essere abbattuto, ma solo modificato nella struttura esistente. Sì alla copertura e alle curve più vicine al campo, no a cambi di volume, di destinazione d’uso e ampliamenti commerciali.

Una risposta che non poteva soddisfare il presidente Rocco Commisso che ha ben altre idee sul concetto di impianto sportivo.

Purtroppo, vedo che c’è più interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di 90 anni che permettere ai tifosi di assistere a un evento sportivo con tutti i servizi moderni e i comfort di uno stadio all’avanguardia che Firenze avrebbe meritato. Ora immagino che la burocrazia italiana insieme a tutte le realtà che si sono fortemente attivate per evidenziare al Mibact la necessità di salvare il Franchi come Archistar, Fondazioni e Comitati, siano altrettanto rapidi a raccogliere i fondi necessari che occorreranno al Comune per ristrutturare lo stadio. Bisognerà assolutamente evitare che il Franchi possa diventare una struttura abbandonata e cadente nel cuore della bellissima Firenze“.

Che fine farà il Franchi?

E allora torniamo rapidamente al quesito iniziale. Che fine farà il glorioso stadio della Fiorentina? Lo salveranno i comitati di privati cittadini e gli enti pubblici? Si ‘frugheranno’ (come si dice da queste parti) nelle tasche per dare un futuro migliore ad una struttura che forse non hanno mai davvero vissuto e apprezzato fin quando qualcuno non ci ha messo gli occhi sopra?

Personalmente lo frequento da più di 30 anni: abbonata in Curva Fiesole, abbonata in Curva Marione, abbonata in Maratona, accreditata in Tribuna Stampa e Sala Stampa. E un’idea me la sono fatta: il Franchi è vittima dell’immobilismo della nostra città e di tutte le pastoie della burocrazia nazionale.

Il suo degrado è evidente e forse non peggiore di quello di altri stadi di vecchia concezione presenti sul territorio nazionale (penso a Bologna e Napoli), ma di certo non all’altezza di ambizioni europee. Il Franchi è vecchio, scomodo in ogni settore e la zona di Campo di Marte congestionata. Ho assistito alla semifinale di Europa League nel maggio 2018, fra Atletico di Madrid e Arsenal. Il nuovo Wanda Metropolitano è lontano dal centro cittadino, ottimamente servito e soprattutto terminata la gara, con la metropolitana che arriva ai cancelli di ingresso, si può tornare in centro a Madrid nel tempo che mediamente si impiega dopo la partita a Firenze per scendere le scale congestionate del Franchi, riprendere l’auto a chilometri e imbottigliarsi in mezzo agli altri.

Questo, per adesso è tutto. “Tanto rumore per nulla“, come sempre e in questo rumore in sottofondo, ascoltando bene, si potrà sentire una voce roca e profonda che un pezzo di Verità ce l’aveva in tasca.

#errebì72

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