Domenica la fascia di Davide Astori tornerà al braccio di German Pezzella, oggi assente per infortunio. Per Fiorentina Genoa l’augurio è che quel simbolo sia preservato almeno dall’onta della Serie B.

A settembre 2018 i compagni di Astori avevano lottato per indossare la fascia del capitano scomparso, personalizzata con le sue iniziali insieme ai simboli dei quattro quartieri di Firenze. La Lega aveva concesso una deroga speciale alla Fiorentina per consentire di tenere vivo quel ‘ricordo’. E la fascia di Davide era diventata un riparo contro tutto e contro tutti. Fin da subito dopo la sua scomparsa, nella scorsa stagione. Il patto per l’Europa League sancito nel suo nome era stato fallito, nonostante una rincorsa d’orgoglio, con la Fiorentina classificata ottava.

In questa stagione il legame fra tifosi e squadra era stato cementato, ancora una volta, nel ricordo di Davide Astori. E nonostante le polemiche e i risultati deludenti, quella fascia era rimasta uno scudo protettivo, mostrato con orgoglio alla fine di ogni partita dai ragazzi di Pioli. Eh già, Pioli! Il buon padre di famiglia che aveva risollevato il morale del gruppo, toccando corde umane e mascherando in questo modo evidenti lacune tecniche e tattiche. Adesso lo possiamo dire: l’equilibrio precario di una squadra costruita senza capo né coda è saltato proprio con le dimissioni di Stefano Pioli.

Da quel momento, il caos! Comunicati farsa, il ritorno di Montella a ridosso della semifinale di ritorno di Coppa Italia, le esternazioni di Diego Della Valle, la contestazione crescente dei tifosi della Fiorentina, l’aria da resa dei conti. Ecco appunto, la resa dei conti… come se la salvezza fosse già in tasca e tutti aspettassero solo il ‘bomba libera tutti‘. I giocatori per fare le loro scelte di convenienza, i tifosi e la società per chiedersi reciprocamente un amarissimo conto.

Solo che la salvezza non è ancora in cassaforte e domenica al Franchi ci sarà da strapparla al Genoa di mister Prandelli. Uno che con i Della Valle non si è proprio lasciato in guanti bianchi. Un allenatore amatissimo dai tifosi viola, che potrebbe prendersi la più ‘fredda’ delle vendette contro la sua ex società. E al pensiero di questa eventualità, remota eppure molto presente, non può non venire in mente che nel fango di una retrocessione cadrebbe anche quella fascia. Segno di riconoscimento di un gruppo che fu e che oggi non c’è più, e che rischia di disonorare la memoria del suo capitano. O forse lo ha già fatto…

Errebì72

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