Rocco Commisso al Corriere.it ribadisce il suo piano di azione per la Fiorentina. Nuovo stadio, ricavi e… tempo. Dall’iniziale fast, fast, fast il presidente aggiusta il tiro: “Dopo 15 mesi ho scoperto che nel calcio a volte è meglio andare slow, slow“.

In un’intervista al Corriere.it, Rocco Commisso ritorna sul fattore stadio per aumentare ricavi e aggiunge un elemento, il tempo, che ha imparato a conoscere in questi suoi primi mesi alla guida della Fiorentina: “Nel calcio serve tempo per arrivare a raggiungere risultati“.

Il focus delle dichiarazioni verte ovviamente sulla questione stadio: “Alla Fiorentina mancano i ricavi per essere al livello delle prime della Serie A. Alla voce ‘ricavi’ l’Inter è seconda con 376 milioni di euro, la Fiorentina nona con 94. E di quei 94 milioni, 25 arrivano dalla sponsorizzazione di Mediacom, che è la mia azienda. In pratica, senza sponsor, ricaviamo 69 milioni di euro. Difficile competere con le grandi“.

Poi Commisso entra nel merito di come il nuovo stadio della Fiorentina possa far fare il salto di qualità al club: “Se un centro commerciale fuori Firenze riesce a fare 19 milioni di visitatori in un anno, lo stadio e le strutture della Fiorentina potranno farne almeno due. E i turisti spendono“. Un affare, quindi? “Non per me” risponde il presidente “Io non sono venuto qui a fare i soldi, però non sono venuto nemmeno a buttarli“.

Commisso e le percentuali Franchi, Campi, nulla di fatto

La parola usata in merito al restyling dello Stadio Artemio Franchi ha suscitato molte polemiche, ecco l’opinione del presidente viola: “Magari distruggere non è la parola giusta ma il concetto è quello. Non parlo benissimo l’italiano, ma quando ho detto distruggere è stato interpretato come se volessi distruggere la storia. Io parlavo di un edificio. Però se distruggere è un termine troppo forte, allora potrei usare demolire. Anzi, meglio: rifare. Ecco, rifarò il Franchi“.

Quindi la domanda cruciale: andrà davvero a finire così?

Se devo essere sincero non lo so. Al momento esistono tre possibilità: il 33 per cento di rifare il Franchi a Campo di Marte, il 33 per cento di costruire un nuovo stadio a Campi Bisenzio. E il 33 per cento che non si faccia nulla“. Quindi, Commisso spiega quale è il fattore che determinerà l’esito finale della vicenda: “Dipende dalla possibilità o meno che io possa controllare il risultato. Se qualcuno vuole spendere soldi per fare un nuovo stadio, faccia pure, a me va bene, poi decido se giocarci o no. Ma se devo spendere io, allora voglio avere il controllo su tutto“. Una richiesta complicata, in Italia, sottolinea il giornalista. “Io sono abituato così, vengo dall’America“, risponde Commisso.

Il finale della tragicommedia dal titolo “stadio nuovo Fiorentina” è ancora tutto scrivere, sono cambiati gli attori, ma il palcoscenico e il canovaccio restano sempre gli stessi.

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