domenica, 20 Settembre 2020
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Commisso colpisce nel segno: la FIGC apre all’utilizzo del challenge

L’uragano Commisso sembra aver colpito nel segno. Lo sfogo del presidente della viola contro la classe arbitrale sembra aver smosso le acqua del calcio italiano: la FIGC ha aperto alla possibilità di sperimentare l’utilizzo del challenge. Vediamo di cosa si tratta.

Uragano Commisso

Dopo essersi abbattuto sul calciomercato di gennaio, l’uragano Commisso si sta pian piano estendendo anche su tutto il calcio italiano. L’episodio che ha scatenato l’effetto domino è stato senza dubbio lo sfogo del presidente viola nel post partita della gara con la Juventus. Se la sua rabbia nei confronti degli arbitri, in un primo momento, aveva provocato polemiche e stupore, adesso sembra aver fatto centro. L’argomento caldo è il challenge: ovvero la chiamata alla valutazione VAR da parte degli allenatori.

Scoperchiato il vaso di Pandora, il settore arbitrale, con a capo Marcello Nicchi, è stato preso di mira anche da altri esponenti del calcio italiano. Prima ci ha pensato Fonseca alla vigilia della gara contro il Bologna, poi D’Aversa dopo le malefatte arbitrali di Parma-Lazio ed infine è stata la vecchia classe arbitrale stessa a farsi sentire all’indirizzo del designatore.

A Nicchi nessuno dice mai niente con tutti i guai che fa. Ha fatto passare un sistema dittatoriale, senza che nessuno gli dicesse niente: è un fenomeno, tutti quelli che si mettono contro di lui devono andarsene” ha raccontato di recente l’ex fischietto Boggi. Nelle ultime ora è spuntata la novità del challenge.

La FIGC apre al challenge

Nella giornata di oggi è però arrivata la novità più importante. La FIGC ha fatto sapere, tramite una nota, di essersi fatta “interprete delle richieste pervenute nelle ultime settimane da numerose società di Serie A ed ha anticipato informalmente alla Fifa la propria disponibilità a sperimentare l’utilizzo del challenge (la chiamata all’on field review da parte delle squadre), nei tempi e nei modi che l’Ifab eventualmente stabilirà“. L’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a sperimentare l’adozione del Var, preceduta da un periodo di prova off line nel massimo campionato italiano. Tale sperimentazione ha generato risultati eccezionali, contribuendo in maniera determinante all’implementazione del protocollo definitivo. La Federcalcio è convinta che, continuando su questa strada, si possano riavvicinare milioni di appassionati al calcio italiano, senza intaccare l’autorevolezza dell’arbitro. L’obiettivo, infatti, è quello di fornirgli migliori strumenti di ausilio.

Intensificare l’on field review

Una necessità ormai irrinunciabile, quella della chiamata, a cui lo stesso Rocco Commisso aveva già fatto appello lo scorso 31 ottobre, durante un evento organizzato alla Rinascente di Firenze. “Forse è arrivato il momento che gli allenatori abbiano la possibilità di chiedere l’intervento del Var come avviene negli sport americani. L’introduzione del Var è stato un passo avanti, ma ora bisogna farne un altro” aveva dichiarato il numero uno viola. Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina, inoltre, ha condiviso con il designatore degli arbitri Nicola Rizzoli l’esigenza di intensificare il ricorso all’on field review nei casi controversi che rientrano nell’ambito del protocollo internazionale. L’obbiettivo è cercare di non alimentare ulteriormente le polemiche strumentali che intaccano l’immagine del nostro campionato.

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