Commisso: l’affare Fiorentina, le infrastrutture e Chiesa

Rocco Commisso si presenta in sala stampa per la presentazione ufficiale come nuovo proprietario della Fiorentina. Ecco cosa ha detto sulla trattativa, sul calciomercato relativo a Montella e Chiesa.

Eccolo il nuovo ‘boss’ della Fiorentina. Rocco Commisso alle 16.30 entra nella sala stampa Manuela Righini e risponde ai giornalisti di testate nazionali e internazionali senza risparmiarsi. Si sforza di parlare in italiano e scherza col traduttore. Il saluto a Marina di Gioiosa Ionica, paese natio, immancabile. Il richiamo alle radici nel segno del modo di vivere e di sentire. Ecco alcuni punti essenziali della conferenza show.

La trattativa con Della Valle iniziata nel 2016

Commisso sottolinea più volte che è stata una trattativa veloce, che si è chiusa in circa due settimane. Ma svela un retroscena: la prima offerta ai Della Valle risale al 2016, senza alcuna risposta. Poi ancora nel 2017 con lo stesso esito. Nel 2018 il magnate aveva rinunciato, provando a cercare altri team sui quali investire. L’obiettivo era la Serie A e squadre che rispondessero a certi parametri: una squadra di qualità e un contesto importante come la città di Firenze.

Calciomercato, i primi nodi Montella e Chiesa

Per quanto riguarda Federico Chiesa la mia intenzione è quella di tenerlo almeno un altro anno. Sono stato assicurato che non c’è nessun altro accordo. Vorrei che non fosse il Baggio di Rocco Commisso.

Per quanto riguarda Montella, ancora non ho avuto modo di parlarci. So che è in India. Io resterò qui ancora qualche altro giorno. La mia intenzione non è quella di tagliare teste. Ci sono contratti con la società. Datemi il tempo di capire e di imparare, vedrete che imparo velocemente.

Gli investimenti e le infrastrutture

Ho parlato delle infrastrutture con il sindaco e la mia intenzione è quella di non aspettare 10 anni come la Roma. Bisogna investire in giocatori per aumentare gli introiti. E per quanto riguarda il fair play finanziario, sarò in prima linea in questa dura battaglia affinché tutti abbiano le stesse possibilità.

La Juventus prima amore, ma adesso…

C’è solo la Fiorentina. “Tifavo Juventus da bambino in Calabria perché vinceva sempre. L’investimento che ho fatto dimostra che sono fiorentino e sono orgoglioso di esserlo. Ho anche la spilla donata dal sindaco: sono gigliato a tutti gli effetti… Vorrei riuscire a competere con la Juventus per rendere il calcio italiano meno monotono“.

Errebì72