Intervistato a Violanation.com il sito che rappresenta la comunità dei tifosi della Fiorentina all’estero, Rocco Commisso fa il punto su stadio e centro sportivo. Il numero 1 dalla sede di Mediacom parla della centralità dei tifosi e dello stadio per una Fiorentina vincente.

Rocco Commisso dal giorno uno come presidente della Fiorentina ha le idee chiare e la voglia di fare veloce. Una specie di “Piano Marshall” per il rilancio del calcio di altissimo livello a Firenze. Gli elementi chiave sono noti: infrastrutture, ricavi, giocatori, vittorie. Il centro sportivo serve a migliorare le performance degli atleti, lo stadio ad attrarre pubblico (anche turisti) e a generare indotto.

Sentiamo cosa ha detto Commisso dal quartier generale di Mediacom completato nel 2013, struttura pluripremiata e costruita in meno di due anni. Queste le sue parole a Violanation.com.

A che punto siamo con lo stadio?

Quando ho acquistato la Fiorentina dai Della Valle ho pensato di poter investire subito. Invece, purtroppo, c’è ancora molto da fare anche sul piano burocratico. Del resto, mi sono sorpreso che da più di 10 anni a Firenze si parli di come migliorare lo stadio. Vorrei portare dagli Stati Uniti non solo il capitale ma la velocità e l’efficienza nel realizzare gli affari e i progetti.

Quale è la sua idea sul Franchi e sulla possibilità di uno stadio fuori dai ‘confini’ di Firenze?

Intervenire sullo Stadio Franchi, adesso come adesso, è troppo impegnativo. I pareri espressi sono molto vincolanti: ci è stato detto che dobbiamo mantenere le curve in ogni eventuale intervento migliorativo. Si tratta di un problema, perché non permette di migliorare l’esperienza dei tifosi, limita gli spazi per gli esercizi commerciali e quelli dedicati alla Hall of Fame. La soluzione ottimale sarebbe che mi dessero l’opportunità di costruire in una nuova zona in modo tempestivo.

Mettiamo a confronto Manhattan con Firenze. Non ci sono stadi a Manhattan, quartiere centrale di New York e con una popolazione 5 volte superiore a quella di Firenze. Tutte le strutture sportive per calcio o baseball sono nel Bronx, nel Queens e nel New Jersey. Se non c’è abbastanza superficie all’interno del Comune di Firenze per costruire uno stadio, allora penso che abbia senso considerare anche l’area metropolitana intorno.

Quale è il piano di azione che ruota intorno al progetto stadio?

Nella mia idea sono due le priorità: i tifosi e i ricavi. Per prima cosa voglio che chi viene allo stadio sia al coperto mentre tifa e guarda la partita. Non voglio che i fans prendano la pioggia a gennaio e febbraio, o che si cuociano al sole a maggio e agosto. Il loro supporto è molto importante per me.

In secondo luogo, il nuovo stadio dovrà essere trainante per le entrate. Se compariamo attualmente Juventus e Fiorentina, la prima fattura 500 milioni di euro, noi siamo a 100 milioni. Lo Stadium è stato un fattore determinante per i loro successi sul campo. Firenze è una delle principali destinazioni turistiche e abbiamo stimato che un nuovo stadio potrebbe diventare un’attrazione importante anche per i 15 milioni di visitatori che transitano ogni anno. Ecco perché costruire un nuovo stadio ci aiuterebbe ad aumentare i ricavi, che non andrebbero nelle mie tasche. Non ho comprato la Fiorentina per fare soldi, ma per fare della Fiorentina un club vincente.

Mr. Commisso, quando possiamo aspettarci novità sul Centro Sportivo?

Pensiamo che saremo in grado di farlo più velocemente dello stadio. Si tratta come prima cosa di acquisire le proprietà e poi andremo avanti con il progetto. Oggi, le nostre squadre sono disperse su tutta l’area metropolitana di Firenze e nessuna delle proprietà dove ci alleniamo o giochiamo è nostra. Gli uomini giocano al Franchi, le donne da un’altra parte, la Primavera in un altro stadio ancora.

Abbiamo bisogno di un centro unico dove coordinare tutte le squadre della Fiorentina. Se riuscirò a farlo, sarà il Centro Sportivo più all’avanguardia in tutta Italia, con almeno dieci campi da gioco. Avremo uno stadio coperto dove le donne e la Primavera potranno giocare e ci dovranno essere un ufficio centrale, la palestra e le aree di allenamento sportive, ma anche alloggi dove dormire e dove studiare per tutti i bambini e i ragazzi.

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