Il Corriere Fiorentino riferisce che Commisso non gradirebbe il gemellaggio con i gialloblu. Il motivo? Il caso Balotelli, in occasione di Hellas Verona Brescia dell’ultimo turno di Serie A. Episodio che ha portato alla chiusura del settore “poltrone est” del Bentegodi per un turno e al DASPO della società nei confronti del capo ultras Luca Castellini.

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina e Joe Barone, direttore generale, non gradirebbero lo storico gemellaggio tra i tifosi viola e quelli dell’Hellas. Secondo quanto riferisce Il Corriere Fiorentino, il numero uno gigliato che già si era espresso con forza contro gli episodi di razzismo, è rimasto colpito dal caso Balotelli. I fatti sono noti e su di essi si sono espressi e si stanno esprimendo, politici, sociologi e calciofili dell’ultima ora. Quei fatti hanno portato a delle conseguenze sul piano sportivo, l’unico del quale ci interessa parlare. Intanto, la chiusura del settore “poltrone est” dell’Hellas per un turno, ma anche 30.000 euro di multa per la Roma i cui tifosi hanno usato cori discriminatori contro i partenopei in Roma Napoli.

Ancora più forte, il provvedimento preso dalla società dell’Hellas Verona nei confronti del capo ultras Luca Castellini. Questa la nota della società scaligera “Hellas Verona FC comunica di aver adottato nei confronti del Signor Luca Castellini una misura interdittiva che […] prevede la sospensione di gradimento nei confronti del Signor Luca Castellini da parte di Hellas Verona FC sino al 30 giugno 2030“.

Gemellaggio Hellas Fiorentina: Commisso nessuna ingerenza

Tornando ai fatti che più ci riguardano da vicino, sul gemellaggio Hellas Fiorentina si sono espressi in modo contrastante anche alcuni esponenti del tifo viola. La voce ufficiale di ATF, Associazione Tifosi Fiorentini vicina ai club di Curva Fiesole, ha fatto sapere che il gemellaggio è solido e forte [LEGGI QUI]. Difficile immaginare che la dirigenza della Fiorentina, al di là di una comprensibile presa di posizione e delle rispettabili opinioni di Commisso e Barone, possa provare ad esercitare qualche pressione sulla tifoseria viola.

Intanto sui social si continua a discutere. Si tirano in mezzo simpatie e antipatie personali, convinzioni politiche. Si mischiano il sacro col profano. E si dà voce a esperti improvvisati, psicologi e sociologi del pallone. Per quanto riguarda la nostra redazione questo è l’ultimo articolo sulla vicenda. Abbiamo fornito sufficienti strumenti di informazione per farsi ognuno la propria opinione. Il nostro ‘compito’ finisce qui. Anche perché domenica si gioca Cagliari Fiorentina e a nostro avviso il razzismo non è una questione da usare all’occorrenza come cavallo politico o come riempitivo quando le notizie di altro tipo scarseggiano.

Leonardo Andreini

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui