Pantaleo Corvino, ex direttore generale della Fiorentina, affida al Corriere dello Sport i suoi pensieri. Il legame con i Della Valle e il bagno di sangue economico. Le accuse contro i ‘personaggi in cerca d’autore’.

Ho voluto io questo divorzio, mi rendevo conto di non poter restare con gente nuova, con una nuova proprietà“. Inizia così l’intervista sfogo di Corvino al Corriere dello Sport. L’ex direttore generale della Fiorentina continua: “Ho deciso di chiudere, anticipando probabilmente la loro decisione. Commisso e i suoi hanno il diritto alla discontinuità e io rappresentavo i Della Valle“.

Il confronto con Commisso e i suoi uomini si dice sia stato ‘burrascoso’. Corvino glissa, ma su un punto è chiaro, quello relativo alla buonuscita economica. “Per me è stato un bagno di sangue sul piano economico, ma non è questo il punto. La dignità e il senso di responsabilità hanno comunque un prezzo“.

I nemici e i personaggi in cerca d’autore

“Ho ricevuto critiche giuste e altre assurde, figlie di pregiudizi e antipatie. Troppi sapientoni mi hanno utilizzato per ottenere il consenso di una parte della tifoseria. Io li chiamo personaggi in cerca d’autore”. Nella schiera dei nemici a Firenze invece, Corvino annovera “la gente che non sa mascherare le proprie miserie“. Qualche esempio? “I procuratori dei quali non avevo preso gli assistiti. Chi non ho assunto come addetto stampa… Chi non ha visto riconfermato il suo ragazzino. Gente alla quale ogni giorno danno un microfono in mano”.

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