Il caso dei bambini scartati alla scuola calcio di Milano e quello del campetto dei Quartieri Spagnoli di Napoli chiuso. Il calcio dei bambini piegato alle regole degli interessi economici.

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio” (J.L. Borges). Verissimo! La storia del calcio, dei grandi campioni, inizia sempre con il desiderio di un bambino, o di una bambina, di inseguire un pallone per il semplice gusto di farlo. In Brasile come in Africa, negli Stati Uniti come in Europa. Senza il divertimento si è destinati a perdere il senso del gioco del calcio. Eppure, la realtà racconta storie diverse.

Pulcini licenziati a Milano

Il caso dei bambini, classe 2009 e 2010, scartati da una scuola calcio situata nella zona Nord di Milano è la dimostrazione di una deplorevole piega. I fatti sono stati riportati dal quotidiano “Il Giorno” e si riassumono così. Il triennio dei Pulcini (2009/2010/2011) è stato ridotto causa ‘licenziamento’ degli iscritti. La società ha suggerito alle famiglie tramite mail di trovare ai bambini un’altra sistemazione. “Per la prossima stagione non potremo garantire la possibilità di far divertire vostro figlio, ma ritenendo l’aspetto ludico del gioco un elemento fondamentale vi suggeriamo di trovare una società che possa soddisfare questo indispensabile requisito per la stagione 2019/2020”. E ciò nonostante fosse stato garantito un percorso minimo triennale, come ha sottolineato uno dei genitori. Senza entrare nel merito che la missione di una scuola calcio è garantire il gioco agli iscritti.

Lo Spartak San Gennaro senza casa

Perché lo sport è sì agonismo e voglia di vincere, ma anche e soprattutto divertimento. E per gli sport di squadra come il calcio anche spirito di condivisione, occasione di creare legami e spesso anche di integrazione e di riscatto sociale. Così è per la squadra di calcio popolare dello Spartak San Gennaro che ieri ha improvvisato una partita di pallone davanti al Comune di Napoli. Decine di bambini hanno giocato davanti a Palazzo San Giacomo per chiedere la riapertura di un pezzo di terreno, adibito a campetto, ai Quartieri Spagnoli. Una zona di Napoli dove il tempo dedicato al pallone può essere tempo sottratto ai pericoli derivanti dall’emarginazione. Come si legge sul quotidiano La Repubblica: “Lo Spartak San Gennaro è un esperienza fondata sull’impegno di volontari e attivisti, abitanti e genitori di Montesanto, dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto, che garantiscono il diritto allo sport ad oltre sessanta bambini in maniera praticamente gratuita, avendo recuperato perfino scarpe e completini grazie alla solidarietà diffusa. E che vede lo sport come occasione di aggregazione per sostenere i ragazzi non solo nel percorso scolastico ma più in generale nella crescita sociale e culturale“.

Il calcio puro, quello dei bambini

Il calcio puro, quello dei bambini” – citando un passo del discorso di Milan Badelj durante il funerale del capitano della Fiorentina Davide Astori, giocatore assurto a simbolo di ideali di fratellanza e lealtà – è la ragione per la quale questo sport coinvolge centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo. E, perché no, il suo fine ultimo.

Foto di  StockSnap da Pixabay

Errebì72

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