Federico Chiesa dall’esordio in Nazionale Italiana al gol sotto la Curva Fiesole. L’esultanza con i tifosi mostrando il giglio sul petto. Il coro che è stato riservato ai grandi tutto per lui: “Chiesa, Chiesa, Chiesa gol“. In settimana Pantaleo Corvino aveva parlato del suo futuro.

Ha segnato ed è corso sotto la Curva Fiesole, mostrando il giglio sul petto. E i tifosi lo hanno ricambiato con il coro che è stato riservato a grandi della Fiorentina: “Chiesa, Chiesa, Chiesa gol“. Così il golden boy del calcio italiano ha festeggiato alla grande la fine di una settimana dove è stato protagonista mediatico. Esordio in Nazionale il 23 marzo contro l’Argentina. Protagonista con la maglia azzurra il 27 marzo contro l’Inghilterra procurandosi il rigore trasformato da Lorenzo Insigne. Appena qualche giorno fa, i media sportivi di Napoli rilanciavano la notizia del prossimo assalto del club di De Laurentiis al giovane attaccante viola. Base di partenza 40 milioni di Euro e con la Champions League già conquistata, o quasi, il Napoli potrebbe anche rilanciare.

Subito dopo erano arrivate le parole del direttore generale della Fiorentina, Pantaleo Corvino: “Chiesa è un prodotto del nostro settore giovanile emerso dopo tanto lavoro. Visto che riteniamo quest’ultimo il serbatoio fondamentale per la nostra prima squadra… Con Chiesa abbiamo rinnovato il contratto sapendo che prima dovevamo riequilibrare un aspetto finanziario e poi mettere le basi per il futuro per una Fiorentina che dovrà essere, speriamo, sempre competitiva“.

Ieri contro il Crotone una grande partita nella quale il gol, segnato con la collaborazione preziosa di Riccardo Saponara, è stato la ciliegina sulla torta. Nessuna illusione sul suo futuro. Troppe volte le tifoserie sono state ingannate da gesti e da parole di amore eterno verso la maglia. Poi svaniti nel nulla alla prima occasione di calciomercato. Ma Federico Chiesa sa che a Firenze può crescere ancora. Senza assilli. Libero di giocare a pallone. Stellina di una Fiorentina ripartita in questa stagione fra mille traversie. L’esodo del calciomercato, la contestazione ai Della Valle, la morte di Davide Astori. E in tutto questo la passione di una tifoseria intera, smaniosa di innamorarsi di nuovo. Della maglia sì, certo, ma anche di un giocatore che ne incarni la voglia di riscatto.

A soli 21 anni, Federico Chiesa può ancora godersi il lusso di scegliere – in uno sport governato dall’ansia del risultato e del guadagno – “il calcioquello puro dei bambini”.

Errebì72
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