Fiorentina, -10 to go e una sola occasione che vale 2 anni.

Ancora dieci partite di Serie A da giocare per la Fiorentina. Il punto su Pioli, calciomercato e Chiesa rimandato a maggio. Nel mezzo una sola occasione che vale due stagioni.

Sulla partita giocata a Cagliari dalla Fiorentina si è già scritto molto. Che poi giocata è un termine inappropriato visto che prima del gol di Chiesa a due minuti dal 90′ Cragno aveva compiuto solo un vero intervento importante su Mirallas nel primo tempo. E adesso? La Fiorentina ha 37 punti, 20 in meno della scorsa stagione nella quale la Viola si piazzò ottava, con 10 partite da giocare.

La scorsa stagione è la pietra di paragone più seria sulla quale basare qualche giudizio obiettivo. Stefano Pioli ha ripetuto da inizio stagione un mantra molto convinto e convincente “Obiettivo migliorarci” al quale aveva dato un significato più concreto il patron Della Valle “Obiettivo 7° posto“. Alla vigilia di match importanti – come quelli contro l’Inter, o contro l’Atalanta a Bergamo – tanto per citarne alcuni recenti, la stampa aveva stuzzicato il mister con la frase “Ultimo treno per l’Europa”. Pioli si era sempre schermito “Non è questa, avremo altre occasioni” per poi arrivare all’ennesimo pareggio dopo Fiorentina Lazio ed alzare bandiera bianca “L’Europa persa con troppi pochi punti nel girone di andata“. E quindi? Adesso mancano 10 partite di campionato, la Fiorentina è saldamente decima a 2 punti dalla Sampdoria impegnata oggi al Mapei Stadium contro il Sassuolo. Le altre, Lazio, Atalanta, Torino, inutile anche menzionarle.

Resta un unico appuntamento che può dare un senso al biennio tecnico di Stefano Pioli: la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Ai gigliati servirà un’impresa sportiva considerando i valori mostrati in campo finora da Fiorentina e Atalanta. La Viola dovrà vincere a Bergamo per essere sicura di agguantare una finale insperata. Il resto saranno solo chiacchiere, perché la Fiorentina attenderà l’esito per decidere le future strategie in panchina e per il calciomercato. Ovvero quali e quanti big sacrificare al “progetto giovani”, che tradotto significa autofinanziamento a colpi di plusvalenze. Federico Chiesa da solo vale quasi un terzo del valore complessivo della rosa e questo, purtroppo, è già più di un indizio.

Errebì72