Dopo Cagliari un’occhiata alle pagelle della Fiorentina su vari siti sportivi, aiuta a dare la misura della debacle viola. Nessun disfattismo ma nella rosa di Montella manca l’apporto degli uomini chiave: Badelj e Chiesa. E quando Ribery non gioca e Castrovilli non gira, i risultati sono una vittoria rocambolesca, un pareggio fortunoso e una sconfitta rovinosa.

Analizzare una partita finita 5-2 e senza mai gara è difficile e forse anche ingiusto. La Fiorentina di Montella ha completamente steccato l’approccio contro un Cagliari che non aspettava altro per spiccare il volo nelle zone alte della classifica. Sardi superiori in ogni reparto, con un centrocampo che ha surclassato quello viola per intensità e qualità. L’attacco di Maran, con Nainggolan ad inventare e Joao Pedro e Simeone a concludere, ha annichilito quello di Montella con Chiesa a mezzo servizio (anche meno) e il solo Vlahovic che a 19 anni trova comunque la prima doppietta in Serie A.

Nelle tre giornate di squalifica di Franck Ribery la Fiorentina ha collezionato una vittoria in rimonta contro il Sassuolo a Reggio Emilia (2-1), un pareggio anch’esso in rimonta (1-1) contro il Parma al Franchi e una sconfitta (5-2) eclatante nella misura e nella differenza di gioco contro il Cagliari alla Sardegna Arena. Nelle due gare con punti, la Viola di Montella aveva avuto in Gaetano Castrovilli l’Uomo della Provvidenza. Ieri contro i rossoblu sardi, il centrocampista viola, ha brillato meno del solito (forse anche per l’ammonizione con conseguente squalifica rimediata nella prima mezz’ora di gioco). E nessuno ha acceso la luce, o almeno una candela, al posto suo…

Fiorentina: buio a centrocampo

Senza la luce del Castro il buio a centrocampo è parso fondo. Se ad inizio campionato la domanda era: “Come farà la Fiorentina a far convivere due registi?“, dopo questo primo spezzone di campionato il dubbio è un altro: “Chi è il regista della Viola?“. Sì perché né Badelj, né Pulgar sono stati finora in grado di prendere per mano la squadra. Ma mentre il cileno – gara contro il Cagliari a parte – ha messo comunque in mostra il dinamismo e l’intensità di gioco che lo avevano reso il faro del Bologna di Mihajlovic, il croato è spesso, per non dire sempre, fuori dai ritmi gara.

Durante il calciomercato estivo Pradè non aveva nascosto che fosse proprio Milan Badelj il colpo di quella sessione di mercato: per lo spirito di squadra che il centrocampista incarna alla perfezione. Ma la stagione passata in panchina alla Lazio ha riportato a Firenze un giocatore che non trova il passo per dare il ritmo alla squadra. Un metronomo, come lo aveva definito Pioli, da aggiustare al più presto. Anche perché a Verona, contro l’Hellas (il 24 novembre) mancheranno sia Pulgar che Castrovilli per squalifica e i probabili sostituti (Benassi e Zurkowski) avranno bisogno di ben altro giocatore per essere guidati nel reparto.

Cercasi Chiesa disperatamente

Federico Chiesa, l’uomo per il quale Commisso si è esposto appena comprata la Fiorentina, il ‘golden boy’ del calcio italiano, è smarrito. E non parliamo di numeri che sono importanti sì, ma non dicono tutta la verità. Se è vero che Chiesa è ai primi posti in Serie A per numero di finalizzazioni in porta, con però appena 2 gol all’attivo, è altrettanto vero che il classe ’97 non fornisce l’apporto che ci si aspetta da un calciatore con le sue qualità. Mancanza di tranquillità? Stato di forma non ottimale? Qualunque sia la risposta, la certezza è che la Fiorentina ha bisogno del vero Chiesa. E non di un giocatore che in campo appare nervoso e che prova a superare il momento, incaponendosi in azioni personali di nessun aiuto per la squadra. Le sue corse e gli strappi che creano scompiglio nelle difese avversarie, mancano troppo e non sono sostituibili per come è stata strutturata la squadra nel calciomercato e per l’assetto tattico.

Adesso pausa per la Nazionale e poi la Fiorentina torna in campo il 24 novembre a Verona contro l’Hellas, 16 punti per i viola e 15 per i gialloblu scaligeri. Due settimane per dimenticare Cagliari e voltare pagina. Rientrerà Ribery e tutta la squadra sarà chiamata a dare prova che alla Sardegna Arena è stato solo un brutto inciampo di gioventù.

#Errebì72

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