Parlare e scrivere di Fiorentina è quanto di più appassionante possa chiedere chiunque segua le vicende pallonare a tinte viola. Raramente però si parlerà di risultati sul campo e le vicende Gattuso e Antognoni sono lì a dimostrarlo.

Al di là delle voci di calciomercato – sempre profilate come colpi ‘clamorosi’, ‘sensazionali’ per attirare lettori e lettrici in cerca di distrazioni nei mesi di ferma della calura estiva – va detto che la situazione maturata in casa Fiorentina nelle ultime 24 ore ha del paradossale.

Rino e Fiorentina: amore estivo?

Meno di un ghiacciolo sulla spiaggia. Questo il tempo intercorso fra i baci e gli abbracci della presentazione il 25 maggio e la giornata di ieri, ad alta tensione.

Rino Gattuso, allenatore coi crismi presidenziali, alla guida del new deal dopo 2 anni e mezzo di nulla e patimenti, sta per mollare la barca prima del varo. Del resto c’è tempo fino al 30 giugno per depositare il contratto. Cosa che probabilmente non avverrà mai!

Il motivo? Gattuso fa parte della scuderia di Jorge Mendes procuratore portoghese e la dirigenza della Fiorentina non vuole vincolare il mercato ad un solo procuratore e ai giocatori ad esso legati. Si veda il caso di Sergio Oliveira, il centrocampista portoghese primo obiettivo della nuova guida tecnica. Un tentativo da parte della Fiorentina di cambiare alcune regole del gioco: tutti tirano l’acqua al proprio mulino e ciascuno fa i propri interessi.

Le società cercano di risparmiare i soldi sulle transazioni di calciomercato e gli agenti cercano valutazioni massime dei propri assistiti per intascare di più. Nulla di nuovo sotto il sole, ma non è così in casa Fiorentina…

Il risultato è al momento una frattura ritenuta, sia da La Nazione che da Di Marzio, insanabile. Tanto che si parla di contatti fra Commisso e Joe Barone e Rudi Garcia, già sondato nei mesi scorsi.

Unico 10 e Firenze: Antonio non si tocca!

Un’altra situazione però potrebbe minare il rapporto fra tifosi e proprietà. Quella del contratto di Giancarlo Antognoni in scadenza a giugno 2021 e in attesa di ridefinizione. La fonte Tuttosport parla di un ridimensionamento di ruolo: da club manager a scouting, con diminuzione di ingaggio.

Nelle settimane caotiche di fine stagione, dall’addio di Prandelli al ‘comizio stampa’ di Commisso, Antognoni era rimasto sempre più nell’ombra. In questo caso, a nostro avviso, la dirigenza viola non ha scelta: l’addio di Antognoni sarebbe difficilmente perdonato dalla piazza.

I tifosi intanto osservano il cambio di rotta della dirigenza (che opera fra Firenze e gli USA): dopo aver ‘bruciato’ Dainelli, Iachini, Montella e Prandelli, rischia a sua volta di bruciarsi su Giancarlo Antognoni. La piazza non avrebbe dubbi in caso di scelta!

Intanto Daniele Pradè resta l’unico punto fermo di tutta la vicenda: unico a cavalcare i primi 2 anni burrascosi dell’era Commisso. Quale sarà il suo segreto?

#errebì72

 

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