La Fiorentina è stata umiliata da un Cagliari stratosferico. Troppo forte la compagine di Maran, troppo arrendevole quella di Montella. A preoccupare, oltre al passivo, infatti, è stato l’atteggiamento fin da subito sbagliato degli uomini di Montella.

Una domenica da incubo per la Fiorentina e i suoi tifosi. La manita del Cagliari contro i viola (5-2 il risultato alla Sardegna Arena) è l’espressione numerica di una superiorità a tratti straripante. Sottolineata anche dagli “olè” del pubblico di casa sugli spalti.

Per trovare una sconfitta così pesante dobbiamo andare molto indietro negli anni, forse quella in casa del Milan al primo anno di A con Roccati in porta e Riganó in attacco.

Ciò premesso, la Viola che si presentata in Sardegna aveva l’atteggiamento di chi sa già di perdere. Spompata, scarica e a tratti quasi (anche senza quasi) irritante. Non per nulla dopo 27’ il tabellone della Sardegna Arena segnava Cagliari 3 Fiorentina 0.

Una preparazione alla gara sbagliata, che deve far accendere un campanello d’allarme, essendo la seconda gara, dopo la trasferta di Genova, in cui i viola ci hanno capito molto poco. Lo ha sottolineato nel post partita dagli Stati Uniti il presidente Rocco Commisso: “Ancora una volta abbiamo fatto un primo tempo non giocando bene e la squadra non mi è piaciuta“. Primo tempo, al quale – a dirla tutta – ha fatto seguito un secondo tempo della stessa ‘caratura’.

In molti si saranno domandi ironicamente se la Fiorentina stesse giocando contro il Liverpool di Klop o il Real Madrid di Zidane, o magari visto i colori sociali il Barcellona di Messi. E invece no, era proprio il Cagliari. Una squadra, quella sarda, costruita dalle ceneri della cessione Barella, un sacrificio necessario messo a frutto dal ds Carli e dal presidente Giulini.

Tornando alla Fiorentina, nella catastrofe sportiva di Cagliari c’è anche una nota lieta: Dusan Vlahovic. Doppietta per lui, la prima in Serie A e tanta motivazione fino al triplice fischio finale. Chissà se Montella avrà capito che schierarlo dal primo minuto al posto di Boateng può essere utile alla causa. Anche perché al momento – in attesa di Pedro – l’alternativa è Boateng e quindi…

Fiorentina: una sosta deleteria

Saranno due settimane interminabili per Vincenzo Montella e i suoi uomini. C’è la sosta per la Nazionale e questo per la Viola sarà deleterio. Fondamentale sarebbe stato tornare subito in campo per scacciare i fantasmi della meravigliosa terra sarda, ma così non sarà. Nel frattempo il tecnico campano, che non rischia ad oggi l’esonero, dovrà lavorare molto per cercare di capire cosa non sia andato nella trasferta di Cagliari.

Permettendoci di ricordare che la gioventù e il poco tempo di rodaggio sono verità assolute. Ma che ci sarà sempre una squadra più esperta per età, o per affiatamento nel prossimo scontro. E se per la Fiorentina questa stagione è la prima pietra per costruire qualcosa di bello bisognerà al più presto andare oltre le giustificazioni, per quanto legittime, di un “progetto anno zero“.

Leonardo Andreini

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