Fiorentina, quale rivoluzione di calciomercato? È più un cantiere infinito

Fiorentina calciomercato 2019, ha senso parlare di rivoluzione? La rifondazione biennale dà l’idea di un cantiere sempre aperto. Nel quale si perde il senso della progettualità sportiva.

Lo avevamo immaginato anche in tempi non sospetti. Oggi, a tre giornate dalla fine – con una classifica oltre la più nera delle aspettative – ne abbiamo la certezza. La Fiorentina di Montella 2019/2020 sarà nuova di pacca o quasi. Ma ha senso parlare di rivoluzione? Una rivoluzione è un atto, radicale, che cambia lo status quo e porta ad un cambiamento. In casa Fiorentina, invece, non è una novità la cessione biennale dell’ossatura della squadra. Basti pensare all’estate 2017. Il presidente Mario Cognigni tuonò: “Non siamo un supermarket” e poi finì con le cessioni di: Kalinic, Bernardeschi, Borja Valero, Vecino. Si parlò di nuovo ciclo, di rifondazione. Nel 2018, per scadenza di contratto, andò via anche l’ultimo pezzo di quella ossatura: Badelj.

In nome del “progetto giovani”, nel quale si richiede tanta fiducia e infinita pazienza. Sospesi fra la cieca speranza di migliorare le ultime annate e la quasi certezza che i pezzi migliori andranno altrove, anche prima che i risultati arrivino.

Eccoci quindi quasi a giugno 2019. Ieri si parlava di un prossimo annuncio in casa Fiorentina relativo al futuro di Federico Chiesa. Le casse viola pronte a rimpinguarsi per l’ormai mitologico tesoretto. Lo stesso succederà con Nikola Milenkovic. Due classe 1997 – i due migliori giovani – che salutano il progetto. E ancora Jordan Veretout che invece ha già salutato prima del tempo. Poi ci sono i prestiti e gli acquisti fallimentari: Gerson (prestito secco), Mirallas (riscatto a 8 milioni di euro), Edimilson Fernandes (riscatto a 9 milioni di euro), Norgaard (oggetto misterioso della stagione).

Pare la storia di quei cantieri infiniti, che alla fine – per quanto durano – non sai nemmeno a cosa sono finalizzati. E qui a Firenze di cantieri ce ne intendiamo…

Errebì72