Fiorentina Cagliari pareggio annunciato, o quasi. La gara di ieri sera, terminata 0-0 è stata giocata a ritmi comunque piacevoli. Le due squadre hanno creato diverse occasioni. Intanto fra i viola è d’obbligo rivalutare Chiesa, sotto vari punti di vista.

Fiorentina Cagliari, terminata 0-0, per quanto giocata a ritmi non elevati ha regalato comunque qualche emozione. Su tutte: il gol annullato dell’ex Gio Simeone per fuorigioco molto risicato (p.t.); il palo di Duncan (p.t.); la doppia risposta di Dragowski su Nandez e la parata bella e plastica di Cragno su Kouame (tutto nel s.t.). Kouame è fra le note liete della serata. Rientrato in campo dopo un lungo stop per un grave infortunio, ha giocato per 15 minuti in coppia con Cutrone, sfiorando il gol come detto. Mentre ad inizio gara, Iachini ha optato per il tridente offensivo con Chiesa Ribery Vlahovic.

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Pillole di calciomercato

Per il resto, poco da segnalare. Il calciomercato della Fiorentina dovrà al più presto prendere una direzione precisa. A centrocampo gli innesti sono stati fatti: Pulgar e Duncan, due investimenti economici importanti, due giocatori che possono solo crescere. A mio avviso, è d’obbligo insistere su di loro visto che non è questa la stagione migliore per valutare le loro qualità tecnico-tattiche. Castrovilli (che ieri non ha giocato) sarà un perno sicuro e certo, Agudelo (che deve ancora debuttare) un prospetto sul quale lo staff tecnico sta lavorando. In difesa, confermato Caceres, c’è da capire il futuro dei due pilastri centrali: Milenkovic (Milan sulle sue tracce) e Pezzella (l’agente ha confermato interesse del Valencia). Igor ha tempo e stoffa per crescere e dare il suo contributo al reparto difensivo. Ma è in attacco che il vento del cambiamento soffia più forte.

Chiesa Ribery e gli altri

Dato per assodato che Cutrone, Kouame e Vlahovic si giocheranno con tutta probabilità le loro carte come attaccanti della prossima Fiorentina, sugli esterni ci sarà da lavorare. Ribery ha un altro anno di contratto. Anche ieri sera è stato, specie nel primo tempo, il più incisivo dei suoi: attaccando con i dribbling, inventando per i compagni (splendida una giocata a lanciare Lirola sulla corsa) e rincorrendo gli avversari. Però… Però ha 37 anni suonati e, furto a parte, avrà voglia di capire se intorno a lui verranno messi giocatori in grado di parlare la sua lingua.

E poi c’è Chiesa. Contro il Parma fuori dagli 11 iniziali. Ieri sostituito alla fine di un primo tempo, dove si è segnalato solo per un fallo da cartellino ‘arancione’ su Joao Pedro. Per il resto, sembra quasi avulso soprattutto dal gioco orchestrale dei compagni. Il DS Pradè, velatamente ma non tanto, dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo, gli aveva indirizzato una frecciata: “Parlano di situazioni incredibili e affari sul mercato, ma bisogna farlo vedere in campo, dare di più. Così non esiste. Tutti dicono che siamo pieni di talenti: dimostriamolo tirando fuori gli attributi“.

Un Federico Chiesa così non fa gioco alla Fiorentina né sul campo, né in ottica calciomercato. La svalutazione è dietro l’angolo. Il presidente Commisso ha più volte tuonato che vuole decine di milioni di euro per il suo attaccante, ma al momento è difficile pensare che qualche club possa accontentarlo. Orsolini, Kulusevski e lo stesso Berardi – un altro per il quale in passato sono fatte valutazioni monstre salvo poi restare sempre al Sassuolo – stanno facendo meglio di Chiesa in Serie A. Il figlio d’arte dovrà ritrovare smalto, convinzione e abnegazione nel finale di stagione. A prescindere da quelle che sono le sue ambizioni, perché così rischia soltanto di buttare via un’altra stagione… E la Fiorentina un capitale.

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