Le parole di Rocco Commisso durante la presentazione dello studio di valutazione del nuovo stadio a Campo di Marte sono state un macigno in uno stagno. Il presidente della Fiorentina ha le idee chiare e il capitale per realizzarle, ma questo potrebbe non bastare. Ecco le parole della vice sindaco Giachi e del vicepresidente del FAI Magnifico.

La posizione di Rocco Commisso in merito al nuovo stadio Fiorentina è chiara a tutti: metto il capitale, valuto costi e tempi, decido alle mie condizioni. Con queste premesse è dapprima saltata l’ipotesi avvalorata dal sindaco Nardella e dal suo predecessore dell’area Mercafir (a proposito fra 5 anni – a Dio piacendo – riaggiorniamoci per vedere cosa ne sarà stato, ndr). Poi anche il restyling del Franchi caldeggiatissimo a Palazzo Vecchio ha incontrato qualche resistenza: l’impianto è vecchio, un dato di fatto, fatiscente, altro dato di fatto e solo in parte salvabile, secondo Commisso.

Vincoli, cavilli, pastoie burocratiche che sono la normalità in Italia, si scontrano con una mentalità come quella dell’imprenditore italo americano. Le regole ci sono e devono valere per tutti, ovviamente. Le regole però dovrebbero incontrare il buon senso qualora ne scaturiscano benefici per la comunità. Dovrebbero, ma non è così e Commisso lo sta imparando sulla sua pelle, per il momento stando al gioco delle parti fino a quando non si stancherà.

Giachi e Magnifico rispondono a Commisso

Queste le parole della vice sindaco del Comune di Firenze, Cristina Giachi, a Radio Bruno: “Mi pare che sulla questione stadio si stiano usando toni un po’ troppo accesi […]. Commisso se non ci dice cosa vuole fare concretamente i suoi rimangono solo discorsi. Cosa significa che vuole distruggere tutto? Attualmente mi sembra una caciara sopra le righe, visto che tutte le possibilità sono aperte alla realizzazione. Che sia presentato un progetto e poi faremo le valutazioni del caso“.

Ancora più duro il commento di Marco Magnifico, vicepresidente del Fondo Ambiente Italiano (FAI), dalle pagine de La Nazione: “Lo stadio Franchi è un capolavoro dell’architetto Nervi. Non è pensabile che uno dica, così come ha fatto il 67% dei fiorentini, di volerlo tirare giù. Questa è assenza di educazione artistica perché è un pezzo di identità nazionale. Il celebre stadio di Buenos Aires, la Bombonera, è ispirata al Franchi: è un esempio dell’ingegno italiano“.

E poi la stoccata diretta a Rocco Commisso: “Il presidente della Fiorentina ha detto delle cose che non si possono sentire. Ma da Palazzo Vecchio nessuno gli ha dato ragione: Nardella è rimasto a metà solo perché non si può lasciare andare via il pesce con i soldi. Posso capire che trovare finanziamenti non sia facile, ma se viene un Attila con i soldi e dice distruggiamo tutto noi lo accettiamo? Commisso è un po’ Attila. E poi non si può pretendere di fare tutto in due mesi: siamo in Italia, mica nel deserto in Texas“.

#errebì72

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