Beppe Iachini aspetta di conoscere il suo futuro. Il tempo della scelta è arrivato. Rocco Commisso ha assistito dagli Stati Uniti a Parma Fiorentina. Poi nessuna comunicazione ufficiale e nessuna dichiarazione stampa. Ma contatti continui con Barone e Pradè. 

Non c’è stata l’auspicata vittoria contro il Parma ieri sera al Tardini, ma un grigio 0-0 senza sussulti. Si può discutere del possesso gioco della Fiorentina che, lo rimarchiamo, si è limitato alla trequarti avversaria. Da lì in poi nessuna incisività in profondità, con Kouame prima punta (?) abbandonata e Ribery ‘regista offensivo’ col nulla intorno. Nel dopo gara nessuna dichiarazione ufficiale sulla situazione di Beppe Iachini.

Il direttore sportivo, Daniele Pradè nel pre partita aveva dichiarato: “Siamo tutti sotto osservazione, anche io che ho fatto la squadra“. E a risultato acquisito ha così commentato: “È stato importante che la squadra abbia avuto una reazione e non abbia preso gol. Avessi osato di più forse l’avremmo anche portata a casa ma ci è mancata la giocata, il guizzo. Adesso abbiamo 15 giorni per riordinare tutto quanto, metterci a posto e magari recuperare gli infortunati“.

Insomma si attende la decisione di Rocco Commisso al quale spetta comunque l’ultima parola. Specialmente sulla questione allenatore. La conferma di Beppe Iachini è stata una sua scommessa e il presidente valuterà tutte le variabili: già due allenatori a busta paga; eventuali attenuanti a sostegno del tecnico marchigiano; innegabile assenza di impronta tecnico tattica da parte della squadra.

La scelta comunque non potrà essere rimandata oltre lunedì, ovvero domani 9 novembre, per dare o continuità alla linea e rafforzare la posizione di Iachini, oppure per dare tempo al nuovo tecnico di inserirsi. La pausa giocherebbe a favore in questo senso. Come confermato da più fonti, la dirigenza gigliata avrebbe già preso contatti con Cesare Prandelli. L’ex CT della Nazionale ha guidato la Fiorentina dal 2005 al 2010 e sarebbe pronto per un contratto a termine (giugno 2021) con la prospettiva di un prossimo ruolo dirigenziale.

Il mio punto di vista sul cambio Iachini Prandelli

La linea dell’usato continua ad essere quella preferita dai vertici della Fiorentina che ancora pagano lo scotto da quasi rookie della Serie A. Dopo il primo anno di ambientamento ed entusiasmo, il secondo è per forza condizionato da scelte legate a risultati. La scelta di dirigenti (Pradè, Dainelli), calciatori (Badelj, Borja Valero), allenatori (Montella, Aquilani) sembra guardare al passato per cercare una continuità dalla quale ripartire verso un mutamento di pelle meno “fast, fast, fast” di quello immaginato.

Si è parlato di senso di appartenenza per rafforzare questa linea di condotta, ma l’appartenenza si può anche creare. Ci vogliono tempo, coraggio di delegare e competenze sul campo. Prandelli prima del suo arrivo sulla panchina viola apparteneva ad altre realtà. Sono state l’alchimia di gioco e di prestazioni, di squadra e dei singoli, a creare quel legame indissolubile con la città di Firenze e con la squadra viola. E adesso? La speranza è che il Prandelli bis non sciupi nessuno di quei meravigliosi ricordi.

Del resto anche Montella ci aveva regalato il tika taka più bello d’Europa e Iachini era stato per molti il simbolo in campo di attaccamento alla maglia. Un terzo fallimento anche emotivo sulla strada dell’amarcord sarebbe davvero duro da digerire…

#errebì72

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