Da uomo chiave nella scorsa stagione, con 13 gol e 6 assist, a oggetto avulso dal gioco della Fiorentina.

La parabola discendente di Josip Ilicic, pare segnare anche la fine della sua avventura in maglia gigliata. Eppure le premesse per ripetere quanto di buono fatto, c’erano tutte. Confermata la posizione: nell’assetto tattico di Sousa, lo sloveno è un trequartista, posizionato fra le linee per rientrare e fare male con il mancino. Confermata la fiducia: il tecnico lo ha schierato complessivamente trentadue volte, anche a discapito del concorrente Saponara. E allora cosa ha reso l’annata del giocatore sloveno così grigia? Sicuramente la sfortuna, sei legni colpiti in stagione, ma anche e soprattutto una perdita di lucidità e di convinzione agonistica in campo.

Il primo tempo di Marassi è, in tal senso, emblematico. Mai nel vivo del gioco, lezioso nel cercare eccessivamente il tocco. Quando ha avuto il pallone fra i piedi non ha saputo né illuminare il gioco, né illuminarsi nell’azione personale. I numeri sono impietosi per i 46 minuti contro la Sampdoria: 5 palle perse, 3 falli subiti, nessuna palla recuperata. Il nulla!
Non è dato sapere se sabato contro l’Empoli, Sousa schiererà il numero 72 come titolare o, piuttosto, come logica vorrebbe, lo scalpitante ex Saponara.

Resta la sensazione di un giocatore che avrebbe sempre potuto fare un salto di qualità di valore assoluto. Peccato!

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