Eni Aluko giocatrice della Juventus giocherà sabato 30 novembre l’ultima partita nel campionato italiano. Un duro sfogo a Theguardian.com sulla situazione non tanto del calcio femminile quanto sull’arretratezza culturale della società italiana.

Eni Aluko lascia la Juventus Femminile, giocando sabato 30 novembre l’ultima partita di Serie A con la maglia bianconera. La giocatrice naturalizzata britannica lascia il club dopo 18 mesi nonostante il contratto che la vincola per altri 6.

Le sue parole a Theguardian.com sono una dura presa di posizione non tanto sul gap sportivo del calcio italiano femminile, quanto sulla capacità di integrazione di Torino e dell’Italia in generale. “Questo fine settimana giocherò la mia ultima partita per la Juventus, portando a termine un anno e mezzo di grande successo e tanto apprendimento. Quando sono arrivata nell’estate del 2018, mi ha attratto un grande club ancora agli inizi con  la squadra femminile: un grande progetto dentro e fuori dal campo di cui potevo far parte. Sul campo abbiamo ottenuto molti successi rapidi: scudetti, coppa nazionale, Supercoppa. Fuori dal campo, invece, credo che sia giusto dire che le cose sono state un po’ peggiori e gli ultimi sei mesi in particolare sono stati difficili per me“.

Aluko: la cultura malata del calcio in Italia

Ecco i motivi che hanno spinto la Aluko a fare valigia. La parola razzismo è usata con parsimonia, ma l’accusa è durissima al sistema calcio italiano che invece di farsi veicolo di integrazione ‘giustifica’ la discriminazione: “Mi sono spostata in altre città durante i miei giorni liberi… Sono molto curiosa, mi piace andare a eventi, gallerie, negozi e non ho trovato tanta varietà come vorrei a Torino. Ma cosa ancora più importante, a volte Torino si sente indietro di un paio di decenni in termini di apertura generale alla diversità. Mi sono stancata di entrare nei negozi e sentirmi osservata dal proprietario come se si aspettasse che rubassi, oppure di arrivare all’aeroporto di Torino ed essere fiutata dai cani come se fossi Pablo Escobar“.

Non ho sperimentato alcun razzismo dai tifosi della Juventus o all’interno della lega femminile, ma c’è un problema in Italia e nel calcio italiano: è la risposta ad esso che mi preoccupa davvero. I proprietari e i tifosi del maschile sembrano vederlo come parte della cultura dei fan… La mia ultima partita è contro la Fiorentina, seconda classificata della scorsa stagione. Sarà una grande partita nella corsa al titolo contro una rivale chiave. Non vedo l’ora di salutare i tifosi della Juventus che mi hanno mostrato rispetto e sostegno“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui