La settimana della Fiorentina: Cecchi Gori, Di Fra, Della Valle e i tifosi.

Domenica si gioca Fiorentina Torino ma le attenzioni di tifosi e media sono puntate su vicende extra campo. Il ritorno di Cecchi Gori in città, la proposta a Di Francesco, la distanza fra Della Valle e i tifosi.

Cecchi Gori Della Valle: guelfi e ghibellini

È tornato Vittorio Cecchi Gori al Franchi. Lo ha fatto per un documentario sulla sua vita di prossima uscita. Del resto la sua avventura umana e professionale è degna di un film: dalla polvere di stelle, alla polvere e basta (qualche volta bianca). Il ritorno dell’ex presidente al Franchi ha riportato alla mente di chi ha più di “anta” anni ricordi calcistici indelebili. Legati in particolare alla figura del “bomber dei bomber”, Gabriel Omar Batistuta (domenica 31 marzo, Firenze festeggerà in piazza i suoi 50 anni), ma anche allo scudetto sfiorato e alle due Coppa Italia. Tifosi viola subito pronti a dividersi, con il partito dell’ex presidente che ha preso corpo anche grazie alle ultime grigie annate della Fiorentina dei Della Valle.

Di Francesco e il nuovo corso?

Ieri tutti i siti sportivi hanno rilanciato la stessa notizia: Di Francesco e la Fiorentina avrebbero trovato un accordo di massima. Un contratto triennale a 1,5 milioni di euro a stagione, con l’ex tecnico giallorosso pronto a rinunciare alla buonuscita dalla Roma pur di salire di nuovo in sella. Azzeramento tecnico, come due stagioni fa e buoni propositi? La sensazione è proprio quella. Molto dipenderà dal calciomercato viola. Biraghi, Milenkovic, Veretout, Chiesa sono gli uomini mercato della Fiorentina. Sarà riscattato Muriel, un nome forte, ma è dalla sorte dell’attaccante classe 1997 che dipenderà molto, non solo per le casse viola. E se la cessione di Federico Chiesa coincidesse con la vendita della società ACF Fiorentina? Un po’ come successe nell’epoca Pontello con Baggio. Quello strappo aprì l’era Cecchi Gori, di cui sopra. Forse chissà, succederà

Della Valle: vendita sì vendita no

Sono passati due mesi dall’incontro fra una delegazione (molto parziale) dei tifosi della Fiorentina e il patron Andrea Della Valle. La Fiorentina non è in vendita, ma è in regime di autofinanziamento. Questo il sunto. Sul secondo aspetto si sa già tutto: comprare bene, vendere meglio, linea giovani come serbatoio economico più che tecnico, obiettivi sportivi sempre più mediocri. Meglio allora concentrarsi sulla prima possibilità. La famiglia Della Valle non svenderà, ma se nella prossima sessione di calciomercato i pezzi da 90 saranno ceduti, il valore della rosa sarà quasi dimezzato. Non essendoci asset societari – lo stadio per esempio, fermo a livello del plastico e del carotaggio – la rosa ha un peso importante per il prezzo di vendita della Fiorentina. Facendo il conto della serva: 70 Chiesa, 30 Milenkovic, 25 Veretout uguale 125 milioni di euro, circa la metà dei 270 milioni di valore complessivo del parco giocatori.

Se ci fosse nuovamente un azzeramento tecnico, come nel 2017, la richiesta potrebbe scendere e di molto. Basta guarda in casa Sampdoria dove Ferrero e il fondo americano York stanno trattando per una cifra attorno ai 110/130 milioni di euro. E senza quei tre sopra citati, le rose sono equiparabili.

Tifosi con la squadra fino… alla Coppa

Nel frattempo, ci sono ancora diverse partite di campionato – inutili o quasi – da giocare. E una, fondamentale, di Coppa Italia. La linea del tifo caldo sembra chiara: tenere fede al patto di supporto siglato con la squadra. Almeno fino al 25 aprile, giorno della semifinale contro l’Atalanta. Anche la linea nei confronti della proprietà e dei dirigenti resterà la stessa: nessuna retromarcia dei club afferenti alla Curva Fiesole.

Per loro il tempo di Della Valle a Firenze è scaduto, a prescindere dalle conseguenze. Una dicotomia che lascia anche i primi strascichi: è di ieri la notizia di una diffida legale dei fratelli della Valle nei confronti di un tifoso viola per affermazioni lesive nei loro confronti sui social.

Errebì72