Lutto nazionale oggi per le vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018. Sarebbe potuto toccare ad ognuno di noi. La nostra scelta è quindi quella di preferire il silenzio. Il pallone può attendere, a prescindere dalla Lega Serie A.

Sono 38 le vittime accertate. Circa 10 le persone disperse, ma potrebbero essere anche venti. Dieci sono i feriti ricoverati, dei quali nove in codice rosso e due in pericolo di vita. Oltre 600 gli sfollati. Davanti a questo bollettino di guerra come si fa a parlare di calcio, ad esultare per un gol, a discutere di VAR e fuorigioco?

C’era Samuele di 8 anni. Stava andando con la mamma Ersilia e il babbo Roberto a prendere il traghetto per la Sardegna. Il suo pallone è stato recuperato fra le macerie. Matteo, Giovanni, Gerardo e Antonio erano quattro ragazzi di Torre del Greco. Amici, poco più che ventenni, pronti per la loro vacanza in Spagna, passando per Nizza. Stessa giovinezza, stessa voglia di divertirsi, stessa sorte per NathanMelissa, Nemati Alizè che da Montpellier stavano raggiungendo Genova per imbarcarsi verso la Sardegna. Anche Andrea e Claudia, con Manuele e Camilla di 16 e 12 anni erano in viaggio per la vacanza di Ferragosto. Alessandro e Giovanna erano stati a Varigotti in ferie e tornavano a casa ad Arquata Scrivia.

Poi c’era chi stava lavorando anche il giorno prima di Ferragosto. Come Bruno e Mirko operai dell’Amiu che col loro furgoncino si trovavano all’isola ecologica sotto il viadotto. Anche Alessandro era al lavoro per un’azienda privata. Gennaro era di ritorno dalla Francia col suo tir dopo aver scaricato un carico di frutta. Marius ed Edy erano a bordo del loro furgone per andare ad effettuare alcuni lavori a Rapallo. Luigi, indicato fra i dispersi e poi ritrovato morto sotto le macerie, era insieme a Gianluca, che si è per fortuna salvato e stava andando a lavoro.

Stella Carlos Jesus nemmeno 50 anni in due stavano tornando dalla loro prima vacanza insieme. Marta e Alberto, originario di Firenze e anestesista al Cisanello di Pisa, si sarebbero dovuti sposare l’anno prossimo. Juan Carlos PastenesNora e Juan Figueroa erano di origini cilene ma da molti anni avevano scelto l’Italia come loro Paese. Anche Henry nato in Colombia era italiano di elezione. Veniva da Corsico Milanese, Angela. Vincenzo invece era di Agrigento. Giorgio da Savona costruiva barche in legno. Andrea era un calciatore amatoriale del Genoa Club Portuali Voltri. Anche Elisa era ligure e viaggiava da sola sulla sua Opel nera. Poco fuori Genova abitava Francesco, che era diretto in vacanza ed è stato ripescato nel torrente dentro la sua auto.

E poi ci sono i Vigili del Fuoco, i soccorritori, le squadre cinofile, chi sta ancora scavando e fronteggiano pericolo e orrore. Con la speranza di salvare qualche vita umana e la pietà davanti ai corpi mutilati. Ecco cosa racconta il caporeparto dei pompieri di Bergamo Domenico Remonti. In prima linea sempre, ma il crollo Morandi è diverso: “Questo ponte ti colpisce. Guardandolo dal basso verso l’alto, ti rendi conto di quello che devono avere provato le persone che sono precipitate nel vuoto“. Tra i recuperi uno straziante. Hanno trovato un’auto con una famiglia: “La macchina era irriconoscibile, dentro c’erano mamma, papà, un bambino di 8 e una bambina di 3 anni. Quando ho visto l’orsacchiotto, ho pianto, lo ammetto“.

In ricordo delle vittime e nel rispetto del dolore dei loro cari. Per la città di Genova e per l’Italia tutta, oggi noi non parliamo di calcio.

Errebì72
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