Giudice sportivo le decisioni in merito alla 29esima giornata di Serie A. Nessuna prova TV per Danilo del Bologna e Caicedo della Lazio. Simulazioni e condotta violenta al tempo della VAR. Ecco cosa dice il regolamento.

La VAr avrebbe dovuto uniformare il metro di giudizio e ridurre l’incidenza dell’errore umano. Così non è stato, fino ad adesso. Il motivo? L’uso discrezionale della tecnologia e la libera interpretazione sull’evidenza dell’errore. Soltanto quando l’errore è evidente l’arbitro VAR può richiamare il primo fischietto al monitor. E qui si apre un mondo. Il rigore concesso da Fabbri per fallo (?) di Dragowski su Caicedo in Lazio-Fiorentina non rientra in questa categoria. Così ha giudicato in presa diretta dal VAR Mazzoleni.

Così del resto aveva giudicato il VAR Valeri in Fiorentina-Napoli quando il primo arbitro Massa aveva fischiato un calcio di rigore su una simulazione evidente di Mertens. E anche per quanto riguarda la condotta violenta regna il caos nei giudizi. Restando a Lazio-Fiorentina, Vlahovic è stato espulso per un intervento a gioco lontano su segnalazione VAR. L’attaccante serbo si è beccato 2 giornate di squalifica per “condotta gravemente antisportiva, per avere nel 49’ del secondo tempo, colpito con una gomitata al volto un avversario“. Eppure nessuna sanzione è stata comminata a Danilo per il ‘pugno’ a La Gumina in Sampdoria-Bologna, dimostrata dal giocatore della Samp che ha mostrato sui social il labbro tumefatto.

Prova TV per correggere VAR ed errori: come funziona?

Eppure la Giustizia Sportiva avrebbe un ulteriore strumento di controllo: si tratta della prova TV. Ecco cosa dice l’articolo 61, comma del Codice di Giustizia Sportiva: “Gli organi di giustizia sportiva hanno facoltà di utilizzare, quale mezzo di prova, al solo fine della irrogazione di sanzioni disciplinari nei confronti di tesserati, anche riprese televisive o altri filmati che offrano piena garanzia tecnica e documentale“.

Ma in quali casi si può usare? Lo spiegano il comma 2 e 3: “Qualora dimostrino che i documenti ufficiali indicano quale ammonito, espulso o allontanato un soggetto diverso dall’autore dell’infrazione. 3. Per le gare della Lega di Serie A e della Lega di Serie B, limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema non visti dall’arbitro o dal VAR, con la conseguenza che l’arbitro non ha potuto prendere decisioni al riguardo“.

Scambi di persona, espressioni blasfeme e condotta violenta possono quindi essere oggetto della prova TV, sempre che il procuratore federale ne faccia richiesta in una situazione in cui VAR ed arbitro non sono intervenuti adeguatamente. In realtà anche le simulazioni volte a trarre in inganno l’arbitro sono considerate condotta antisportiva, come si legge dal comma 4: “Costituiscono condotte gravemente antisportive ai fini della presente disposizione: la evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato“.

VAR a chiamata: cosa è?

Visto che la prova TV è scarsamente praticata nella Serie A l’idea sarebbe quella di migliorare l’uso della VAR. Per esempio concedendo alle due squadre in campo la possibilità limitata ad un tot di chiamate, di invitare l’arbitro all’on field review in caso di episodi dubbi. Il challenge VAR vede in prima fila, fra le altre squadre, la Fiorentina nella persona del direttore generale Joe Barone.

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