Una riflessione sul momento del calcio, oscillante tra mille incertezze e tante supposizioni. Mentre nel mondo intero dilaga l’emergenza Covid 19….

Voglio partire a ritroso. Voglio dire che senza speranza non si può vivere e che la speranza passa anche – marginalmente – da notizie, più o meno vere, sul calcio. Chi di noi in questo momento storico funestato dalla pandemia che risponde al nome di Covid 19 non vorrebbe tornare a sognare un pallone che rotola su un campo di calcio?

Ma in questi giorni non è ancora arrivato quel tempo e i riflettori sono puntati, e ci mancherebbe, sui drammatici sviluppi che questo virus infame “regala”.

Provare a fare cronaca sportiva durante una pandemia mondiale che ha bloccato tutti gli sport, non è facile. Non fraintendetemi gli eroi sacrificati sono altri: medici, infermieri e ricercatori impegnati in una lotta senza sosta contro il nemico comune, tristemente noto a tutti.

Ogni ora si leggono notizie, nel nostro piccolo mondo viola, sul rinnovo di Chiesa, di calciomercato, di come e soprattutto quando il calcio potrà ricominciare. Beh! Si tratta sicuramente di un ottimo modo per stemperare la tensione e per distrarci un po’, ma la realtà dei fatti è ben diversa.

Qui il problema primario è con quante ossa rotte potremmo uscire da questo caos totale. Le società si riuniranno oggi alle 12 in teleconferenza per parlare di quando riprendere gli allenamenti. Mentre al resto della popolazione italiana viene detto di restare a casa e che la necessaria limitazione alle libertà personali potrebbe subire un ulteriore giro di vite.

Covid 19 e calcio: due universi paralleli

Il calcio non deve fare finta di niente. Il mondo dorato del pallone non può essere esente… E invece – dopo essersi fermato in netto ritardo – continua a viaggiare in un universo parallelo. La ‘fuga’ dei giocatori della Juventus è lì a dimostrarlo. Higuain con un certificato medico e un aereo privato è volato in Argentina. E anche Pjanic e Khedira hanno pensato bene di abbandonare Torino, nonostante la quarantena del club (Rugani positivo, ndr) e nonostante la chiusura delle frontiere a livello europeo.

Ormai si è perso il conto di quanti calciatori hanno contratto il COVID 19. A Firenze i più noti sono Pezzella, Vlahovic e Cutrone ma lo stesso Commisso ha dichiarato che almeno 8-10 persone in Fiorentina hanno il virus.

Evidentemente la Lega Calcio non è molto attenta a quello che succede nel mondo reale e continua fiduciosa a ribadire che a maggio si riprenderà il campionato. Ci sono da tutelare gli interessi, economici, delle coppe europee e dei diritti televisivi. Ma qualora anche finisse questa stagione di Serie A, come potrà essere un campionato regolare quando la vita di tutti è sospesa fra rischi presenti per la salute e paure future per la ripresa economica?

No, ahimè non è possibile ancora parlare di pallone e spero vivamente che chi deve farlo e chi deve decidere lo faccia con intelligenza: il calcio deve tornare a essere un esempio per tutti e mi piacerebbe pensare che questa potrebbe essere la giusta occasione!

Leonardo Andreini

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