Franck Ribéry è un obiettivo concreto. Quanto realizzabile lo diranno le prossime ore. Il d.s. Daniele Pradè ha ammesso che la Fiorentina lo sta aspettando. Il nodo ingaggio e i pro e i contro dell’operazione.

Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia, il direttore Pradè ha fatto il punto sulla situazione calciomercato Fiorentina. Soffermandosi in particolare sul nome di Franck Ribery. “Ribery ci piace ed è funzionale al nostro progetto. Il giocatore è in un momento di riflessione, soprattutto di natura economica. Non siamo al livello delle squadre arabe e russe ma se vuole restare ad alti livelli Firenze lo aspetta a braccia aperte“.

Parole chiare ed inequivocabili che mettono a fuoco la situazione: Ribery svincolato dopo 12 anni di militanza nel Bayern Monaco sta riflettendo su cosa fare del suo futuro. Il calciatore francese ha 36 anni e può giocarsi le ultime carte per strappare un contratto faraonico in Cina, nei Paesi Arabi, oppure negli Stati Uniti. In Bundesliga il suo accordo col Bayern prevedeva un ingaggio di otto milioni di euro a stagione, bonus esclusi. La Fiorentina rappresenterebbe un’alternativa: quella di mettersi alla prova in un campionato competitivo come quello di Serie A, sposando un progetto agli albori. E per farlo l’attaccante dovrebbe sicuramente ritoccare al ribasso lo stipendio.

Ribery Fiorentina pro e contro dell’operazione

La trattativa divide i tifosi viola e gli addetti ai lavori. Ecco a nostro avviso quali sono i pro e i contro dell’operazione:

PRO Immagine – Parlando di revenue e di valore del marchio, due concetti molto importanti per la Fiorentina di Commisso, si tratterebbe di un acquisti in grado di cambiare le sorti del club. Ribery è un giocatore di caratura internazionale che può fare la ‘fortuna’ mediatica del club viola e portare ad un considerevole aumento di fatturato per immagine e merchandising.

PRO Abitudine a vincere – La Fiorentina di Montella può essere un meraviglioso mix di gioventù (Sottil, Vlahovic, Montiel) ed esperienza (Boateng, Badelj). Ribery aggiungerebbe un qualcosa che ancora manca a questa amalgama: la fame e l’abitudine a vincere in campionato e in Europa.

CONTRO Età – Trentasei primavere, compiute ad aprile, non sono poche. Nella scorsa stagione Ribery ha giocato ben 36 partite, mettendo a segno 7 reti e 3 assist nelle varie competizioni. Numeri di tutto rispetto, che vanno comunque riferiti ad un campionato diverso – la Bundesliga – dove il Bayern è equiparabile alla Juventus in Serie A.

CONTRO Motivazioni – Dopo aver vinto 9 titoli di Bundesliga, 6 Coppe di Germania, 5 Supercoppa di Germania, una Champions League (2012/2013), un Mondiale per Club (2014) e una Supercoppa Europea (2013/2014), Ribery si ritroverebbe senza competizioni europee. La nuova Fiorentina di Commisso non ha obiettivi prefissati e non potrebbe essere altrimenti nell’anno della rifondazione e dopo una stagione che l’ha vista terminare al sedicesimo posto in Serie A. Per l’attaccante un’arma a doppio taglio: uno stimolo importante per riportare in alto la squadra, ma anche il rischio di non trovare lo slancio necessario per contribuire adeguatamente alla causa. La memoria corre a Mario Gomez anche lui arrivato dal Bayern Monaco da vincente (115 presenze e 75 gol), nel pieno della maturità calcistica a 28 anni, e finito a fare il ‘turista di lusso’.

Errebì72

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