La SuperLega Europea sta per diventare realtà. Ne faranno parte 12 club fondatori, che giocheranno di fatto per diritto comprato la competizione. Un piano industriale che vale miliardi di euro, un business diverso dallo sport. Le reazione dei tifosi italiani e inglesi.

Non è solo una questione da ultras. La creazione scissionista della SuperLega Europea, in rottura con la Champions League made in UEFA, da parte di 12 club scissionisti scuote le coscienze.

Il gioco più diffuso a livello planetario, che ha ispirato aforismi memorabili sull’infanzia e la passione, che si insinua nelle pieghe dell’anima quando i filmati d’epoca mostrano un giovane Maradona palleggiare su campetti polverosi, è stato rubato da società ricche sulla carta e indebitate di fatto, in cerca di nuove soluzioni finanziarie (creative) per fare ancora più denaro ed evitare la bancarotta.

12 club si arrogano un diritto elitario di cambiare ogni regola e di azzerare il merito, eccoli:

  • Arsenal (Premier League)
  • Atletico Madrid (LaLiga)
  • Barcellona (LaLiga)
  • Chelsea (Premier League)
  • Inter (Serie A)
  • Juventus (Serie A)
  • Liverpool (Premier League)
  • Manchester City (Premier League)
  • Manchester United (Premier League)
  • Milan (Serie A)
  • Real Madrid (LaLiga)
  • Tottenham (Premier League)

Fuori quindi il Bayern Monaco (6 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali), ma anche il PSG (semifinalista in Champions) e poi Porto, Ajax, Borussia Dortmund, OM Marsiglia che negli ultimi 30 anni si sono comunque presi la Coppa dalle Grandi Orecchie.

SuperLega le reazioni dei tifosi inglesi

Con tali premesse era facile immaginare che la proposta non suscitasse alcun giubilo. Jurgen Klopp (tecnico del Liverpool Campione d’Europa nel 2019), Ferguson e Neville, simboli del Manchester United, ma anche i nostri Gigi Riva e Marco Tardelli, si sono tutti espressi in modo negativo.

E i tifosi? I primi a manifestare sono stati gli inglesi. Come era facile immaginare, conoscendo la storia di Liverpool e Man UTD. Storie di club popolari, con un seguito caldo e visceralmente attaccato alla propria tradizione.

I tifosi dei Reds, prima della sfida contro il Leeds, hanno appeso degli striscioni annunciando la morte della propria squadra del cuore…

striscioni liverpool superlega

E ricordando come cuore e portafogli non vadano d’accordo specialmente quando si parla di calcio: “La passione per il gioco della classe operaia, distrutto dall’avarizia (con il segno dei Pound) e dalla corruzione!“.

striscione tifosi liverpool superleague

SuperLeague la reazione dei tifosi di Atalanta e Inter

Anche in Serie A le reazioni della base non si sono fatte attendere. Ecco un estratto della nota pubblicata dall’Associazione Tifosi Atalantini:

Da tifosi dell’Atalanta abbiamo un concetto del calcio che è quanto di più lontano possa essere dai pensieri di Andrea Agnelli e compagnia. Il nostro auspicio? Che la Superlega vada avanti. Avete letto bene, non siamo impazziti di colpo. Auspichiamo che Juventus, Milan ed Inter vadano a giocare la loro Superlega ed abbandonino per sempre la serie A e le coppe europee. Tenetevi la Superlega, i super diritti televisivi, gli stadi moderni, i posti a sedere e lasciateci giocare con i nostri avversari “minori” magari in stadi meno belli, ma ancora animati dalla passione per il calcio e non per i soldi. Ma quanto sarebbe bello se il vostro posto in seria A fosse destinato a piazze come Palermo, Catania, Catanzaro, Lecce, Bari, Avellino, Vicenza, Como, Cremonese, Pisa e via dicendo… Piazze che hanno fatto la storia del calcio come passione popolare in Italia. Non è una provocazione, andate avanti, sarebbe stupendo“.

Mentre la Curva Nord dell’Inter si è espressa attraverso uno dei responsabili del direttivo, Renato Bossetti: “​Noi pensiamo che con la Superlega i club vogliano cercare di levare il pallino del denaro dalle mani della FIFA che catalizza tutti i capitali del mondo calcio. Si vogliono sedere al tavolo in una posizione di forza. Almeno lo speriamo. Se così non fosse e si andasse fino in fondo, naturalmente saremmo contrari. ​Il calcio, almeno come lo vediamo noi è quello del ‘clamoroso al Cibali!’, non ci interessano Inter-Bayern, Inter-Real Madrid e Inter-City senza le trasferte a Praga, a Varsavia, oppure a Benevento in macchina in 24 ore andata e ritorno. Il calcio non è quello della Superlega, ma è quello del popolo“.

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