Antognoni l’Unico 10 lascia dopo 4 anni la Fiorentina. La rottura col club richiama alla memoria la sorte del Capitano giallorosso per eccellenza, Francesco Totti.

A Firenze Giancarlo Antognoni è sinonimo di Unico 10. Quella maglia, infatti, indossata prima e dopo di lui da autentici fuoriclasse (De Sisti, Baggio e Rui Costa tanto per dire…) ha in realtà un solo padrone. Dopo 4 anni e mezzo dal ritorno a casa della leggenda, nell’era Della Valle, le strade di Antognoni e della società viola, adesso nelle mani di Rocco Commisso, si separano.

E non nel miglior modo possibile. L’ex club manager ha rifiutato il ruolo come responsabile tecnico del settore giovanile, probabilmente ritenendolo un ridimensionamento. E così, dopo alcuni incontri anche nelle ultime ore per riavvicinare le posizioni, ieri lo strappo definitivo. Le parole di Antognoni a chiosare questa separazione: “Purtroppo non ci sono stati margini di discussione, prendere o lasciare. La Proprietá mi vuole fuori dalla prima squadra, questo è il punto. Già prima di incontrarci ero stato invitato a lasciare il mio ufficio, cosa di per sé abbastanza eloquente“.

Unico 10 e Un Capitano le incomprensioni con le proprietà americane

Torna alla mente la vicenda Totti, il Capitano della Roma dopo il ritiro dal campo di gioco era stato protagonista di un rapporto non proprio felice (né duraturo) con la proprietà americana di James Pallotta. Un amore mai nato quello fra Francesco Totti e la dirigenza italo americana, che aveva portato ad una rottura siglata da una dura conferenza stampa dell’ex capitano giallorosso nel 2019.

Allora si assistette in casa giallorossa ad una vera epurazione di romanità (Totti/De Rossi), cosa che in Fiorentina è difficile immaginare visto la mancanza di bandiere locali. Ma la vicenda Antognoni, insieme al mancato rinnovo di Ribery (leader in campo del primo biennio dell’era Commisso) richiamano in qualche modo quella situazione.

Anche Ribery scontento del suo trattamento

Del resto anche l’addio di Franck Ribery arrivato come fiore all’occhiello e regalo alla Fiorentina nel primo calciomercato a firma Pradè Barone, non è stato dei più indolori. Stando almeno a quanto dichiarato a Toscana TV dall’ex fuoriclasse del Bayern Monaco.

Volevo continuare con la Fiorentina un altro anno, ma è andata diversamente […]. Io in questi due anni ho dato sempre il massimo. È stata dura perché nell’ultimo mese nessuno mi ha chiamato e questo vuol dire che mi hanno mancato un po’ di rispetto. Mi è sembrato che questi due anni in cui ho dato tutto non siano stati così riconosciuti“.

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