La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Vittorio Cecchi Gori a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il crac della casa di produzione Safin. Ribadita la sentenza in secondo grado dell’ottobre 2018 per l’ex presidente della Fiorentina.

L’ex proprietario della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori, dopo la condanna in secondo grado dell’ottobre 2018, si è visto ribadire la sentenza, della quale sarà rivista solo la durata delle pene accessorie nell’appello bis. L’imprenditore italiano è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il crac della casa di produzione Safin. Secondo quanto riporta stamane La Nazione, la parabola di Vittorio Cecchi Gori rasenta il dramma. Il quotidiano spiega quanto comunicato ieri sulla condanna all’ex patron della Fiorentina per il crac della Safin.

“Cecchi Gori: una famiglia italiana” VIDEO

Le vicissitudini professionali e umane di Mario e soprattutto di Vittorio sono state recentemente raccontate dal docufilm “Cecchi Gori: una famiglia italiana“, presentato alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Roma.

L’ex patron della Fiorentina, al timone viola dal ’93 al 2002, adesso rischia davvero nuovamente il carcere. Possono salvarlo solo le sue condizioni di salute, precarie dopo il ricovero al Policlinico di Roma nel settembre scorso. La Cassazione lo ha condannato a cinque anni e mezzo per il crac da 24 milioni di euro della sua azienda cinematografica, che come la Fiorentina ha vissuto anni d’oro prima della drammatica caduta. Ora saranno i giudici dell’esecuzione ad occuparsi di lui e valutare le istanze legali che saranno messe in campo per evitare il carcere.

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